Africa Milk Project

Africa Milk Project è stata premiata oggi dalla Commissione Expo Milano 2015 quale migliore best practice nella categoria “sviluppo sostenibile di piccole comunità rurali in aree marginali”, ed è una delle 5 Best Practices premiate oggi che rispondono meglio alle necessità del pianeta selezionate tra oltre 800 progetti.
Il progetto è presentato a tutti i visitatori di Expo attraverso un film, proiettato nel Padiglione Zero e che racconta la storia dei suoi protagonisti.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra CEFA Onlus, Granarolo e l’associazione tanzaniana di allevatori Njombe Livestock Association, nel sud della Tanzania, e il Ministero degli Affari Esteri con l’obiettivo di sviluppare un’economia territoriale auto sostenibile che consenta di fornire, in particolare a bambini, latte e prodotti derivati sicuri e sani e oltre 10 mila persone (lavoratori e relative famiglie) beneficiano del progetto dal 2007.

Njombe Milk Factory gestisce l’intera filiera del latte e suoi derivati distribuiti a scuole, orfanotrofi, ospedali e comunità locale consentendo un’alimentazione sana e sicura e la ridistribuzione di reddito ai membri del territorio. La fattoria riceve ogni giorno 3.200 litri di latte da 800 piccole imprese familiari della zona – che coinvolgono oltre 6000 persone – la maggioranza delle quali possiede 2 o 3 vacche da latte ciascuna. Una volta consegnato “a mano” o raccolto con un furgone, il latte viene pastorizzato.
Ogni settimana il latte pastorizzato viene distribuito a prezzo contenuto in 65 scuole del distretto di Njombe per un totale di 29.000 scolari. Il calcio contenuto nel latte è alimento fondamentale della dieta dei bambini.
Il latte, inoltre, viene in parte venduto e donato a ospedali e orfanotrofi limitrofi. Ciò che resta invece è trasformato in yogurt e in formaggi che vengono distribuiti nei mercati locali e nelle città più importanti della Tanzania e nell’isola di Zanzibar. Il latte pastorizzato è un prodotto che non esisteva: oggi è disponibile per 50 mila persone, la popolazione della città di Njombe.

Njombe Milk Factory è oggi una società che fattura oltre 650 mila euro all’anno e dà lavoro diretto a 40 tanzaniani, 800 allevatori e coinvolge direttamente circa 6000 persone.
La NMF è diventata una delle maggiori esperienze di sviluppo auto sostenibile ed è conosciuta per la qualità e l’eccellenza dei propri prodotti in tutta la Tanzania.

Africa Milk Project dal 2013 si è trasformato in un’impresa S.P.A., la Njombe Milk Factory (NMF), che fattura annualmente oltre cinquecentomila euro e i cui azionisti sono i partner/beneficiari del progetto. La NMF gestisce la filiera del latte e suoi derivati del distretto (raccolta, trasformazione e commercializzazione) con un “modello di sviluppo inclusivo” in quanto ridistribuisce reddito ai membri della comunità.
Ci lavorano 40 tanzaniani, che seguono le attività dell’azienda: raccolta del latte, controllo, produzione e commercializzazione. La NMF è nota in tutta la Tanzania per la qualità e l’eccellenza dei propri prodotti ed è stimolo per il Governo locale che distribuisce bovini da latte per incoraggiare l’allevamento.

“Siamo particolarmente orgogliosi di poter ricevere questo premio che testimonia la valenza del progetto che insieme a Granarolo e agli allevatori di Njombe abbiamo avviato oltre 10 anni fa. Abbiamo scelto di coinvolgere 800 piccole imprese familiari contadine – per oltre 5000 persone – con 2-3 mucche da latte ciascuna e di non ritirare il latte da un’unica grande azienda. Siamo infatti convinti che non esiste vero sviluppo, in un paese come la Tanzania, se i benefici della crescita non vengono ridistribuiti nel modo più ampio possibile. Da qui la decisione di coinvolgere tante piccole realtà”, ha spiegato Paolo Chesani, direttore di Cefa Onlus.