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Il boom del free from nel carrello della spesa

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Il convegno Mangiaregiusto 2016 tenutosi il 6 ottobre scorso a Milano, ha evidenziato come nuovi valori di consumo influenzino gli acquisti degli italiani: consapevolezza, razionalità, naturalità, salubrità, benessere, sostenibilità, socializzazione. L’attenzione a questi valori, unita a esigenze di consumo dettate esigenze particolari, portano a una forte crescita di prodotti con caratteristiche specifiche, sempre più ricercati da consumatori che cercano informazioni sul prodotto, si confrontano, conoscono le caratteristiche degli alimenti che sccelgono. I dati presentati da Alessia Fraulino di Iri evidenziano trend molto interessanti:

  • integrale +19% (442 milioni di euro)
  • soia +9,7% (348 milioni di euro)
  • cereali +6,9% (833 milioni di euro)
  • biologico +22,4% (1.2012 milioni di euro)

(dati Iper+Super+Libero servizio, anno mobile terminante ad agosto 2016)

Il biologico, in particolare, da mercato di nicchia è diventato un vero e proprio fenomeno, grazie anche a una filiera di punti vendita specializzati. Ma anche la Gdo sta leggendo e cavalcando questa opportunità, al punto che la quota della private label è più che doppia rispetto alla loro quota nel totale alimentare.

A crescere nel canale moderno sono anche i prodotti funzionali, con 2.692 milioni di euro di giro d’affari, per un +4,4 per cento. Fra questi, i prodotti “con” si attestano sui 670 milioni di euro (+1,4%) mentre i prodotti “senza” arrivano a 2.022 milioni di euro con un incremento del 5,1 per cento.

Le intolleranze alimentari generano una crescita a due cifre per i prodotti senza glutine “ristretto” (esclusi cioè i prodotti naturalmente senza glutine) e senza lattosio.

  • senza glutine ristretto +22% (175 milioni di euro)
  • senza lattosio +18% (393 milioni di euro)
  • light (senza/bassi in grassi, light) +0,4% (1.145 milioni di euro)
  • senza sale -2,7% (60 milioni di euro)
  • altri senza +0,5% (248 milioni di euro)

Di particolare interesse il mercato del senza glutine, cresciuto di oltre il 20% negli ultimi tre anni, con i primi tre attori del mercato (Molino di Ferro, Schaer e Galbusera) che sviluppano il 38% del totale giro d’affari. Barilla amplia l’offerta, lanciando, dopo la pasta senza glutine, sei referenze nel panificato: biscotti, cracker, farine e merendine). Crescono sotto la media (+7%) le marche del distributore che valgono il 13% del totale.

Molto più concentrato il mercato del senza lattosio, con i primi tre attori che sviluppano il 75% del totale del giro d’affari. Il tasso di crescita è mediamente del 16%, con una quota del 4% delle private label che crescono del 18 per cento. Particolarmente dinamico è il segmento dei formaggi, con una decina di referenze in più sul mercato nell’ultimo anno.

E’ probabilmente anche il successo dei prodotti senza lattosio a frenare la crescita dei prodotti a base di soia che, pur sempre con trend positivi, vede un rallentamento consistente nell’andamento delle vendite. Questo non scoraggia però gli operatori e un big come Granarolo entra nel segmento con il lancio di una linea 100% vegetale (bevande, yogurt, gelati, ecc) affiancandosi a Valsoia, Alpro Soya e Natura Nuova che coprono il 67% del totale del giro d’affari, ma mostrano un trend mediamente negativo.

In generale si riscontra comunque negli ultimi tre o quattro anni una forte attenzione da parte delle aziende top dell’alimentare nell’investire in questo settore lavorando sull’ampliamento dell’offerta.

Sono disponibili gli atti del Convegno Mangiaregiusto 2016. Per info e approfondimenti: marketing@mangiaregiusto.it

 

Mangiaregiusto 2016, canali e mercati a confronto sul free from

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Gli ultimi anni hanno registrato un vero e proprio boom nell’interesse per i prodotti free from sul mercato. Un comparto in realtà composto da mercati molto diversi fra loro, inseriti a loro volta in canali con particolari specificità.

Di questo si  parlato il 6 ottobre a Mangiaregiusto 2016, partendo da un’attenta analisi dei dati di mercato forniti da IRI e da Quintiles IMS:

Food e farmacia, un rapporto difficile

Il boom del free from nel carrello della spesa

I dati al consumo dei due istituti di ricerca sono stati arricchiti dall’importante contributo di Juri Piceni, AD Exmedia – Gruppo Rimini Fiera, che ci ha fornito il punto di vista delle aziende con un’anticipazione dell’Osservatorio nazionale sul comparto alimentare senza glutine che verrà presentato ufficialmente al Gluten Free Expo.

Nel suo intervento Juri Piceni ha annunciato la novità del Lactose Free Expo, l nuova manifestazione fieristica dedicata al mercato dei prodotti senza lattosio che a novembre 2017 affiancherà il Gluten Free Expo.

E proprio sul senza lattosio ci siamo ulteriormente soffermati con Eleonora Zeni, co-founder di Ellefree e responsabile comunicazione di Aili, Associazione Italiana Latto-Intolleranti. Ellefree ha ideato e realizzato il primo marchio italiano che identifica i prodotti destinati a soggetti intolleranti al lattosio.

E’ seguito il confronto con rappresentanti di categorie di consumatori con esigenze diverse. Valeria Invernizzi e Rachele Cesaroni, presidente e vicepresidente di Cibo Amico hanno spiegato la complessità della gestione delle problematiche di soggetti con allergia alimentare, in particolare nella ristorazione scolastica. Carmen Nicchi Somaschi, Presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana e Alessandro Tulli, Responsabile commerciale di VeganOk hanno fatto il punto sulla certificazione dei prodotti vegan e vegetariani, mentre Chiara Scaglione, della segreteria del marchio spiga barrata ha illustrato le caratteristiche della certificazione Aic.

La tavola rotonda ha poi visto il confronto con diversi operatori che hanno portato la testimonianza dell’attività in vari canali distributivi: Stefano Passerini, responsabile acquisti della categoria dietetico-salutistico di Aspiag Service per la Gdo, Jonatha Guglielmi, responsabile commerciale di Mamey-Senzaglutine per le catene specializzate, Fabio Ramaroli, presidente di AINC, Associazione Italiano Negozi Celiachia, per  gli specializzati, Barbara Valentini, Responsabile Nutrizione Igiene degli Alimenti Markas, per la ristorazione collettiva.

Il dibattito ha visto un forte coinvolgimento della platea, con una forte attenzione soprattutto sul tema della tutela del consumatore. In particolare nell’ambito del senza glutine sono state sollevate molte domande, e il tema verrà ripreso e approfondito nel corso dell’incontro che Mangiaregiusto organizza a Gluten Free Expo dal titolo Marketing del Gluten Free. Dalle certificazioni al food storytelling (Rimini, Gluten Free Expo, Sala Tiglio 1, 21 novembre ore 15),

Sono disponibili gli atti del Convegno Mangiaregiusto 2016. Per info e approfondimenti: marketing@mangiaregiusto.it

Gluten Free Expo 2016: alcune anticipazioni

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Manca poco al taglio del nastro della quinta edizione del Gluten Free Expo, l’unico salone internazionale dedicato ai prodotti e al mercato senza glutine, che si terrà a Rimini Fiera dal 19 al 22 novembre 2016.

Anche quest’anno il Gluten Free Expo, di cui Mangiaregiusto è media partner fin dalla prima edizione, avrà un ampio programma con più di 68 ore di show cooking e più di 40 ore di conferenze e dibatti che coinvolgeranno aziende, professionisti e associazioni di categoria.

A partire dalla cerimonia inaugurale che sarà sabato 19 novembre ci sarà un susseguirsi di eventi dentro l’evento che affiancheranno la parte espositiva.

Ecco alcune anticipazioni:

  • presentazione nuovo Osservatorio sul mercato del senza glutine aggiornato con i dati 2016
  • Gluten Free Awards: coordinati da Tespi Media Group e che coinvolgeranno tutte le aziende presenti
  • convegno di Mangiaregiusto Il marketing del gluten free. Dalle certificazioni al food storytelling
  • collaborazione con Conpait Gelato e Conpait Pasticceria: il mondo del gelato e della gelateria e quello senza glutine si incontreranno per dare vita a show cooking dedicati ai professionisti
  • lunedì 21 novembre ritorna il Campionato europeo di pizza senza glutine in collaborazione con Pizza e Pasta
  • rinnovata la collaborazione con Nonsologlutine che oltre a focus dedicati, ripropone il premio gastronomico #naturalmente e organizza il primo corso di degustazione birre senza glutine in collaborazione con Union Birrai e Union Birrai Beer Tasters
  • riconfermata la collaborazione con Gluten Free Travel & Living con presentazioni e focus
  • convegno organizzato da AIC Nazionale rivolto alle aziende
  • novità: collaborazione con AILI, Associazione Italiana Latto-Intolleranti che presenterà per la prima volta L-Free, il primo marchio italiano e europeo che identifica e certifica i prodotti senza lattosio

 

Per maggiori informazioni e consultare il programma dettagliato: www.glutenfreeexpo.eu

 

Ellefree certifica il senza lattosio

L’idea di creare un Marchio che identifichi i prodotti e i servizi senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati nasce da una forte richiesta sociale emersa ed individuata grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti Onlus (AILI).

AILI è il riferimento nazionale per gli intolleranti al lattosio ed ha riscontrato nel corso delle sue attività e dei suoi studi l’esigenza reale di reperire con facilità e sicurezza prodotti alimentari e farmaceutici idonei ai consumatori intolleranti al lattosio. AILI collabora e partecipa attivamente alla realizzazione di questo progetto.

ELLEFREE srl ha ideato e realizzato il primo Marchio italiano e comunitario che identifica i prodotti e/o i servizi destinati ai soggetti intolleranti al lattosio denominato “Lfree”.

L’innovatività di questo progetto non risiede solo nell’aver sviluppato un Marchio collettivo e figurativo, ma anche nell’aver elaborato e redatto per la prima volta un Disciplinare ad alto valore tecnologico che correda il Marchio Lfree.

Il suddetto documento tecnico-scientifico illustra e definisce i requisiti minimi più corretti e cautelativi che un prodotto deve possedere per essere definito senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati.

ELLEFREE srl mira inoltre a valorizzare le Eccellenze Italiane che esportano i propri prodotti all’estero, offrendo così la possibilità di dare un valore aggiunto al loro Made in Italy con un Marchio riconosciuto non solo in Italia, ma anche in tutti i 28 Stati Membri della Comunità Europea.

La scientific opinion pubblicata dall’EFSA stima che circa il 50% della popolazione italiana sia intollerante al lattosio, dato in continua crescita. Nell’Europa meridionale i soggetti che presentano tale difetto sono circa il 40-60%, nell’Europa centrale la percentuale si aggira attorno al 30%, mentre nell’Europa settentrionale si attesta che sia molto meno frequente, attorno al 5-10%.

Il fenomeno delle allergie, delle intolleranze alimentari e della corretta alimentazione è quanto mai attuale e di particolare attenzione sociale, ma allo stesso tempo, si riscontra una grande confusione in materia di etichettatura dei prodotti.

I prodotti alimentari e farmaceutici contenenti lattosio e/o latte e derivati non riportano nell’elenco degli ingredienti esclusivamente il termine “lattosio” o “latte”: è facile ritrovare terminologie differenti tra le quali latte in polvere, latticello, siero di latte, zuccheri del latte, burro anidro, lattosio monoidratato (utilizzato come eccipiente nei farmaci) che contengono lattosio e che sono circa equivalenti dal punto di vista della quantità stessa.

Il risultato è la difficoltà di lettura in fase di acquisto da parte del consumatore delle etichette e degli ingredienti, con il rischio di incorrere in errori che si ripercuotono in malesseri e disturbi con un disagio sociale per la persona.

Risulta quindi determinante la conoscenza da parte del soggetto intollerante al lattosio delle caratteristiche qualitative dei prodotti e dei servizi contrassegnati dal Marchio Lfree che promuove e sostiene il marketing.

La certificazione Lfree posiziona, valorizza e differenzia i prodotti senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati sul mercato garantendo al consumatore finale qualità, sicurezza, affidabilità e una corretta informazione.

Lfree è sinonimo di una garanzia necessaria per il consumatore intollerante al lattosio.

Il Marchio Lfree rappresenta un indicatore decisivo, di impatto immediato, di sicurezza e di idoneità del prodotto alla propria dieta.

Il simbolo Lfree diventa importante qualora ci sia il bisogno di veicolare l’informazione positiva che un prodotto è senza lattosio e/o senza latte e derivati.

 

Come le Aziende possono utilizzare il Marchio.

Il simbolo viene rilasciato in concessione d’uso non esclusiva per un anno, rinnovabile ad ogni scadenza per il triennio successivo.

Il Marchio può essere concesso non solo ai prodotti sostitutivi senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati ma anche a tutti i prodotti alimentari del libero commercio di categorie a rischio di contenere lattosio e/o latte e derivati (salumi, gelati, sughi, salse, preparati per brodo, integratori alimentari, ecc.), purché ne sia stata preventivamente accertata l’idoneità al consumatore intollerante al lattosio.

Una volta ottenuta la concessione, il Marchio potrà essere utilizzato sul packaging e su pubblicazioni/pubblicità inerenti i prodotti licenziatari dello stesso.

Tutti i prodotti a Marchio Lfree verranno pubblicati sul sito www.associazioneaili.it e comunicati ai soci AILI.

 

I requisiti di concessione.

Il Disciplinare per la concessione del Marchio Lfree riporta una serie di criteri che l’Azienda deve possedere ed applicare per assicurare il rispetto del requisito senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati; a tal fine deve anche assicurare che siano applicati come pre-requisito tutti gli aspetti normativi per l’igiene e la sicurezza alimentare.

 

Locale Informato Lfree-AILI

Congiuntamente alla certificazione di prodotto ELLEFREE srl ha ideato e messo a punto il progetto “Senza Lattosio Fuori Casa”, ovvero poter mangiare in locali (ristoranti, pizzerie e similari, B&B, hotel, gelaterie, bar, laboratori artigianali) che sono stati formati/informati sul mondo del senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati e offrono una selezione di prodotti senza idonei alle esigenze alimentari dell’intollerante al lattosio.

Tutto questo per fornire, per la prima volta, un servizio unico nel suo genere e idoneo al consumatore intollerante al lattosio.

Gli esercizi identificati con la vetrofania Lfree saranno comunicati direttamente agli intolleranti al lattosio, grazie alla collaborazione con AILI e saranno esposti sul sito www.associazioneaili.it.

“I nostri progetti – spiegano in Ellefree – sono finalizzati a migliorare la qualità di vita degli intolleranti al lattosio, sensibilizzare la società ed Istituzioni ed aumentare il numero di diagnosi e infine finanziare progetti di ricerca sull’intolleranza al lattosio”.

 

Gluten Free Expo 2016

ELLEFREE srl ed AILI hanno deciso di partecipare al Gluten Free Expo data l’importanza di questa fiera per offrire alla persona intollerante al lattosio una consulenza professionale, una risposta ad ogni piccolo dubbio o domanda con uno stand attrezzato, offrire anche la possibilità di fare il test genetico per diagnosticare l’intolleranza al lattosio permanente o la predisposizione a questa intolleranza.

Esporre al GFE ha per AILI un’importanza superiore data la stretta correlazione tra celiachia e intolleranza al lattosio, dove il team di AILI sta facendo un’ingente opera di sensibilizzazione e informazione sul tema con il prezioso aiuto di AIC.

Grazie alla stretta collaborazione con questa manifestazione vi invitano ad uno showcooking il 20 Novembre 2016 dove, con la collaborazione di uno chef nazionale, faranno capire che si può mangiare con gusto senza lattosio e senza glutine.

E quale migliore occasione per presentare per la prima volta a livello nazionale il Marchio Lfree, Lunedì 21 Novembre 2016.

ELLEFREE srl ha quindi ideato un metodo innovativo che coniuga per la prima volta la rigorosità scientifica con una comunicazione chiara e di impatto nel mondo del senza lattosio.

“La nostra mission? – concludono da Ellefree – Soddisfare le esigenze di tutti: aziende, consumatori intolleranti al lattosio… e non solo!”

 

18 milioni di famiglie italiane acquistano BIO

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Tutti gli indicatori più importanti sono in crescita: dalle superfici (+7,5% rispetto al 2014), agli operatori (+8,2% rispetto al 2014), alle vendite (+15% rispetto al 2014). Ma non è solo il mercato interno ad ottenere ottimi risultati: l’export cresce addirittura del +408% rispetto al 2008 e del +16% rispetto a un anno fa. A sottolinearlo sono i dati contenuti nell’Osservatorio SANA-ICE 2016 “Tutti i numeri del Bio” promosso e finanziato da ICE in collaborazione con BolognaFiere e realizzato da Nomisma con il patrocinio di FederBio e AssoBio. La quota di famiglie italiane che negli ultimi 12 mesi ha acquistato almeno una volta un prodotto alimentare biologico sale dal 69% del 2015 al 74% del 2016.

Questo significa che in Italia più di 7 famiglie su 10 (circa 18 milioni di nuclei familiari) hanno acquistato una volta nell’ultimo anno almeno un prodotto biologico. Assieme al numero di famiglie acquirenti, cresce la spesa destinata al bio che rappresenta il 3,1% del totale della spesa alimentare (contro l’1,9 % di tre anni fa). Chi prova bio si affeziona facilmente: il 90% dei consumatori ha iniziato ad acquistare questi prodotti almeno 2/3 anni fa; il 25% ne consuma con grande regolarità (ogni giorno o quasi) o almeno una volta alla settimana (43%).

L’identikit del consumatore bio

Diversi sono i fattori che incidono sulla propensione all’acquisto di prodotti a marchio biologico: in primis un elevato titolo di studio da parte di chi fa la spesa (81%), poi il reddito (il tasso di penetrazione è più alto nelle famiglie con reddito mensile familiare medio-alto 78% vs il 64% nelle famiglie con redditi medio-bassi), a seguire la presenza di figli minori di 12 anni (77%) . Anche le abitudini alimentari influenzano la propensione al bio: nelle famiglie in cui ci sono vegetariani o vegani il tasso di penetrazione sale all’87% e anche nei casi in cui uno o più componenti della famiglia presentano disturbi o malattie che impongono grande attenzione alla dieta la percentuale supera la media nazionale (85%).

Il carrello della spesa bio

Nella top ten degli alimenti acquistati dalle famiglie l’ortofrutta fresca occupa la prima posizione (74% delle famiglie l’ha acquistata almeno una volta) a seguire l’olio extra vergine d’oliva (62%), uova (53%), miele (45%), confetture e marmellate (45%), formaggi freschi (44%), yogurt/burro (41%), riso e pasta (41%).  La motivazione che spinge la maggioranza dei consumatori ad acquistare cibo biologico è la sicurezza: il 27% ritiene che questi alimenti siano più sicuri per la salute. Anche il rispetto dell’ambiente e tutela della biodiversità (20%), e un maggior controllo (14%) sono tra le motivazioni che spingono i consumatori a rivolgersi a questo tipo di mercato.

Cosa si sceglie quando si compra bio?

Il primo criterio di scelta dei prodotti alimentari a marchio biologico è l’origine: il 32% sceglie in base alla provenienza italiana del prodotto e il 14% in base all’ulteriore presenza di un marchio  DOP-IGP. La marca è il secondo driver di scelta (il 15% acquista in base alla marca del supermercato e il 9% secondo la notorietà del marchio del produttore). Il fattore convenienza incide in maniera secondaria rispetto ai primi due: solo il 14% sceglie i prodotti bio in base alle promozioni e il 9% in base al prezzo basso. Tra i canali di acquisto per la spesa di prodotti biologici prevalgono grande distribuzione (dove ha acquistato in almeno un’occasione il 60% degli user bio) e negozi specializzati in prodotti biologici (28%). La GDO viene privilegiata principalmente per la “comodità” (il 34% opta per iper e supermercati per poter fare tutta la spesa – bio e non bio – in un unico punto vendita), mentre il 16% pensa che negli ipermercati i prezzi dei prodotti biologici siano più bassi. Gli specializzati vengono scelti soprattutto per l’ampiezza della gamma di prodotti bio (26%).

Il bio Made in Italy all’estero

Ma l’interesse per il bio è forte anche fuori dai confini nazionali, lo dimostrano i dati delle survey di Nomisma per Sana-Ice 2016 sul consumatore di due mercati esteri: USA e Canada. Negli USA la quota di famiglie che negli ultimi 12 mesi ha acquistato in almeno un’occasione un prodotto alimentare biologico è dell’81%, superiore a quella del Canada, dove il tasso è del 76%. Anche il bio Made in Italy riscuote successo nei due mercati (il 10% dei consumatori in USA e il 5% in Canada ha provato almeno una volta i nostri prodotti bio), il bio italiano ha un’ottima reputazione ma il potenziale è ancora inespresso. In particolare, per il consumatore americano, l’Italia è il primo nella classifica dei Paesi che producono i prodotti alimentari biologici di migliore qualità (lo pensa un terzo degli americani).

Libera, tutto il gusto senza lattosio

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La Caseifici Srl con il marchio “LIBERA” è stata senz’altro la precursore della linea del senza lattosio in Italia. Inizia il suo cammino nel 2007 partendo da una gamma di solo due prodotti, come il Bocconcino di mozzarella da 100g e una mozzarella “Mattarello” da 250g per uso in cucina.
L’alta qualità dei suoi prodotti e un brand accattivante , la fanno presto notare sul mercato della grande distribuzione Italiana.

Negli anni, la sua gamma si arricchisce di nuovi prodotti, come Ciliegine di mozzarella, Scamorza Bianca, Scamorza Affumicata, Burrata, Cacioricotta, Burro senza lattosio con Omega-3, Ricotta, Mozzarella di Bufala e “Bell’e pronta” una fetta di scamorza affumicata già pronta per essere posta in padella,piastra o in griglia, una vera novità per il settore.

Il Claim di comunicazione di Libera che compare sulle nostre pubblicità è “libera dal lattosio“.

“Tutti i prodotti Libera – spiega il Direttore Commerciale Michele Parrotta – sono presenti nel settore libero servizio di diverse insegne della grande distribuzione organizzata, specializzati, farmacie, parafarmacie. Inoltre, per quanto riguarda il settore Horeca/ristorazione l’azienda è presente nel circuito metro Italia cash and carry“.

“Sul fronte della ristorazione collettiva e mense scolastiche – lamenta Parrotta – soffriamo invece la presenza di una forte concorrenza da parte di aziende straniere, che possono contare su un prezzo del latte e dei suoi derivati assai più basso di quello italiano, penalizzando fortemente tutto il made in Italy del settore“.

L’azienda comunica con i buyer attraverso riviste specializzate, mentre per i consumatori è presente con proposte promozionali attuate dalle singole insegne distributive

Libera è inoltre presente con i propri prodotti nei più importanti eventi fieristici italiani, proponendo sempre novità nel settore del senza lattosio. A fine 2016 la linea si arricchi di due nuovi prodotti di sicuro interesse da parte dei consumatori che, sin dal 2007 premiano l’azienda scegliendo Libera come loro brand di fiducia.

www.liberadallattosio.it

www.quesosinlactosa.es

www.withoutlactose.com

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Free from: dove va il mercato?

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Il numero di consumatori che – per scelta o per specifiche esigenze alimentari – acquista prodotti “free” è in aumento e il mercato è in crescita costante in Gdo, in farmacia, nelle insegne specializzati, nel normal trade e anche nel canale horeca.

L’industria alimentare, la ristorazione e i distributori sono impegnati nello sviluppo di nuovi prodotti/servizi alimentari per l’inclusione sociale e la promozione della qualità di vita dei soggetti con esigenze specifiche.

Facciamo il punto sulle prospettive del mercato, sulle dinamiche dei diversi canali e sulle strategie vincenti al nostro convegno a Milano, 6 ottobre 2016.

Programma e info per l’iscrizione nella nostra sezione APPUNTAMENTI

Gluten Free Expo 2016: innovazione, crescita e continuità

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La quinta edizione del Gluten Free Expo, l’unico salone internazionale dedicato al mercato e ai prodotti senza glutine si terrà a Rimini Fiera dal 19 al 22 Novembre 2016. Fin dalla prima edizione la manifestazione ha registrato una crescita costante seguendo di pari passo lo sviluppo del giovane mercato del senza glutine. Questo è stato possibile grazie a un format innovativo e dinamico caratterizzato da contenuti teorico-pratici dedicati e servizi business rivolti sia alle aziende che ai professionisti.

La scorsa edizione 2015, inoltre, ha mantenuto la certificazione ISO 25639 dei dati fieristici da parte di ISFCERT, Organismo di certificazione accreditato da Accredia, riscontrando importanti risultati con un aumento del 45% di espositori esteri provenienti da tutto il mondo, 6% in più di espositori italiani, 12% in più di superficie espositiva in più rispetto al 2014. Da una rielaborazione interna dei dati risulta che un altro dato importante riguarda il tasso di soddisfazione degli espositori pari a 83%. Già durante l’evento più del 45% delle aziende hanno riconfermato la loro presenza e a questo gruppo si stanno aggiungendo molte nuove aziende che vedono nel Gluten Free Expo il riferimento indiscusso per il mercato senza glutine nel quale possono trovare il target perfetto per il loro business, lanciare nuove tendenze, promuovere i nuovi prodotti e ottenere feedback immediati.

La manifestazione, infatti, è il punto di incontro per tutti i componenti della filiera produttiva: esercenti, catena distributiva, aziende produttrici, associazioni di categorie e media. La quinta edizione sarà caratterizzata da un maggior coinvolgimento dei professionisti del settore e in modo particolare il comparto Ho.Re.Ca per rispondere alle esigenze del mercato. Inoltre la segreteria organizzativa ha già stretto importanti collaborazioni con le associazioni di categoria e i media di riferimento che interagiranno attivamente con contenuti mirati durante le quattro giornate.

Anche quest’anno Mangiaregiusto.it  sarà media partner della manifestazione, protagonista di un meeting sulle strategie di distribuzione del senza glutine.

Il 6 ottobre a Milano avremo invece il piacere di avere al nostro convegno Mangiaregiusto: dinamiche di mercato, prospettive e strategie per il business degli alimenti ‘free from’ nei diversi canali distributivi, Juri Piceni, AD Exmedia –Gruppo Rimini Fiera con un intervento dal titolo “GFE Outlook: dati dall’Osservatorio Nazionale sul comparto alimentare senza glutine”. L’intervento anticiperà alcuni dati dell’Osservatorio che verrà presentato ufficialmente in Fiera.

Gluten Free: un mercato di nicchia in ottima salute

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Nel corso del Gluten Free Expo 2015 sono stati presentati alcuni dati del Glutenfree Outlook – Osservatorio nazionale sul comparto alimentare senza glutine , uno studio condotto per conto della manifestazione da GRS Ricerca e Strategia, che fotografa un comparto dinamico, la cui solidità è testimoniata da un livello occupazionale stabile e dalla facilità dell’accesso al credito.

All’indagine hanno aderito 206 aziende del settore, la maggior parte delle quali ascrivibile alla filiera produttiva alimentare, piuttosto che al comparto dei servizi. Ben due aziende su tre hanno dichiarato di non limitare la loro produzione esclusivamente al gluten-free, mentre riguardo la provenienza geografica si nota come le regioni più rappresentate siano al nord (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte). Fra gli intervistati si riscontra una netta prevalenza delle realtà imprenditoriali medio-piccole, sia considerando il numero di dipendenti, che il livello di fatturato. Il campione intervistato sembra riflettere un comparto che gode di buona salute. L’80% si dichiara infatti soddisfatto dell’andamento dell’azienda, oltre il 60% riconosce un trend positivo nel fatturato e un generale andamento positivo del mercato di riferimento. Addirittura i tre quarti degli addetti ai lavori non denunciano grosse criticità nell’accesso al credito.

Poco export, ma per il futuro si guarda a Germania, Regno Unito e Usa

L’indice di internazionalità sembra essere piuttosto contenuto, in quanto l’export non sembra contare molto rispetto al mercato italiano per la maggior parte delle aziende. I mercati di sbocco prediletti sono comunque quelli contigui europei, o al più quelli americani. Il quadro è confermato anche dal fatto che è piuttosto raro trovare aziende che siano attive su più di 10 mercati. Non sorprende dunque di trovare l’Italia sul podio dei mercati di riferimento del comparto, insieme a Francia e Germania; quest’ultima si dimostra una prospettiva solida anche per il futuro, congiuntamente a una più decisa ascesa dei mercati statunitensi e del Regno Unito.

La distribuzione moderna non soddisfa le aziende e per la comunicazione si punta ai social

Tutti i canali di vendita proposti, tranne i super/ipermercati, vengono giudicati positivamente dagli operatori, mentre l’integrazione dei social media nel marketing mix aziendale e la presenza a fiere di settore vengono segnalate come le opportunità più proficue da seguire. All’interno del settore le condizioni occupazionali sembrano riflettere un generale ottimismo: il 98% delle aziende ha riscontrato una variazione nulla o positiva del personale, merito evidentemente anche dell’influenza dei provvedimenti governativi (Jobs Act) sulle politiche di assunzione; allo stesso modo ci si aspetta che nel prossimo esercizio gli organici rimangano stabili o crescano in numero. Infine, nel tentativo di riscontrare le maggiori criticità per il comparto in esame, gli elementi che sono emersi con più decisione sono: la burocrazia, il costo della forza lavoro, delle eventuali controversie giudiziarie e dell’acquisto dei fattori produttivi, insieme all’abbassamento dei prezzi di mercato in seguito agli effetti concorrenziali. La sostanziale stabilità del mercato, sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta, è certificata dal generale basso livello di investimenti in ricerca&sviluppo delle aziende gluten-free.

Numeri record per Gluten Free Expo 2015

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11.798 visitatori totali, di cui 4012 professionisti (17% stranieri), 165 aziende, di cui 67 presenti per la prima volta, per oltre 200 marchi rappresentati. Questi i numeri della quarta edizione di Gluten Free Expo, che si conferma il punto di riferimento per gli operatori del mercato del senza glutine. Ma le cifre sono solo uno degli aspetti di un settore che sta registrando importanti dinamiche evolutive.

“A partire dal successo del primo anno – sostiene infatti il direttore della manifestazione Juri Piceniabbiamo registrato una crescita esponenziale di espositori e visitatori. Abbiamo perso alcune aziende del dietoterapeutico, ma queste sono state sostituite da un numero ancor maggiore di aziende del settore alimentare che hanno iniziato in questi ultimi anni a produrre prodotti gluten free accanto alle linee tradizionali. Questo è sintomo di un mercato che sta cambiando e crescendo e che si riflette a pieno nella nostra manifestazione”.

L’edizione 2015 ha avuto numerosi punti di forza: le giornate dedicate ai professionisti con contenuti e laboratori dedicati, il coinvolgimento deifood blogger, la collaborazione con Pizza e Pasta Italiana e l’area dedicata al Business Matching, supportata dalla nuova piattaforma online per gli appuntamenti.

“Matching for business spiega Piceni – è un servizio che quest’anno abbiamo voluto introdurre proprio per la nuova calendarizzazione della manifestazione che amplia le giornate dedicate al business. E’ un servizio che quest’anno ha avuto un buon successo, la nostra lounge ha registrato buone presenze con alcuni picchi nella giornata di lunedì che ha visto tutte le postazioni impegnate. Su questo servizio investiremo molto nella prossima edizione sia dal punto di vista tecnico che cercando di coinvolgere maggiormente anche le aziende medio piccole che non sempre riescono a sfruttare in pieno questo strumento”.

Fra le novità dell’edizione 2015 anche un’antepria dei dati dell’Osseratorio sul mercato gluten free realizzato con la collaborazione di GRS. “Da questi primi dati – continua Piceni – è emerso che il mercato è in costante crescita e la maggior parte delle aziende intervistate è pienamente soddisfatta dell’andamento della propria azienda i cui fatturati sono costanti o in aumento. Il mercato senza glutine è un mercato giovane, ma con ottime prospettive di sviluppo. Sta avvenendo anche una maturazione del mercato stesso che si sta allontanando dal settore dietoterapeutico creandosi una propria identità nel settore alimentare; i primi segnali sono le nuove aziende presenti in fiera e la qualità dei prodotti che in questi ultimi anni è notevolmente cresciuta”. E anche dal punto di vista della distribuzione è in atto una trasformazione profonda, che vedrà i diversi canali ritagliarsi il proprio spazio. “L’ingresso della GDO – secondo Piceni – non dovrebbe preoccupare tutti quei negozi specializzati con un ottica commerciale ben definita in quanto potranno puntare sull’ampia scelta delle referenze. Discorso diverso è per le Farmacie che non hanno nei prodotti senza glutine il loro core business. Consideriamo però che la scena commerciale italiana è molto frammentata da nord a sud e le dinamiche in Lombardia sono molto diverse da quelle in Campania. Un occhio di riguardo va posto anche a tutto il settore Ho.Re.Ca che non ha ancora dimostrato tutto il suo potenziale e che nei prossimi anni diventerà uno dei due maggiori canali di vendita per il settore”. 

Chiusa con successo l’edizione 2015, gli organizzatori guardano già avanti. “Gluten Free Expo – anticipa Piceni – in queste quattro edizioni ha continuato il suo cammino di crescita e maturazione accompagnando il mercato nelle sue evoluzioni. Nei nostri progetti futuri, ma che consideriamo prossimi, ci sarà un ampliamento della partnership con Rimini Fiera per consolidare la manifestazione come punto di riferimento del settore e continuare il suo sviluppo nella piattaforma delle fiere dedicate al food del quartiere (Sigep, RHEX, FoodWell e Beer Attraction), elaborando sinergie e condividendo il know how per far fare al Gluten Free Expo un altro step nella sua crescita. Parallelamente a questo piano di crescita stiamo sviluppando alcuni spin off sia in ambito B2B e B2C dedicati al mondo del senza glutine ma strettamente collegati alla nostra manifestazione”.

In  attesa di conoscere le nuove iniziative proposte dagli organizzatori, un appuntamento può essere già fissato in agenda: l’edizione 2016 di Gluten Free Expo si terrà sempre Rimini dal 19 al 22 novembre.

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