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Glorioso, da oltre 50 anni una garanzia di qualità

glo involtini alla sicilian con patate

A distanza di oltre 50 anni, Glorioso è stata capace di crescere ed evolversi diventando una delle principali imprese nel settore dell’allevamento, macellazione, lavorazione e distribuzione delle carni.

Già da diversi anni, infatti, per andare incontro alle esigenze del mercato e dei consumatori, sempre più attenti alle tematiche della sicurezza dei prodotti alimentari, l’azienda si è integrata verticalmente arrivando a controllare l’intera filiera produttiva della carne, dall’allevamento, alla macellazione, dalla produzione di preparati a base di carne, alla successiva distribuzione, conquistando la fiducia dei consumatori grazie alla trasparenza e alla genuinità dei prodotti.

La grande attenzione che Glorioso pone nei confronti della sicurezza e delle diverse esigenze alimentari è confermata dalla creazione di una linea di prodotti senza glutine destinata ai celiaci.

 L’idea è nata per andare incontro a un’esigenza familiare, dal momento che ad un membro della grande famiglia Glorioso, nel lontano 1994 fu diagnosticata la malattia celiaca.

Da quel momento la sensibilità verso il problema della celiachia ha portato l’azienda a fare grandi passi avanti nel settore, fino all’apertura, nel 2000, a Catania, del primo laboratorio siciliano di pasticceria e gastronomia esclusivamente senza glutine a marchio Delizie Libere, evento che ha dato il via a tutta una serie di iniziative che hanno ulteriormente modificato la filosofia Glorioso facendola diventare la prima azienda in Italia a produrre preparati e panati di carne senza glutine.

Una conferma alla già ambiziosa mission di Glorioso, che ha come obiettivo quello di offrire prodotti di alta qualità,buoni per i celiaci e ottimi per tutti facili da cucinare e dedicati a chi non vuole rinunciare a un’alimentazione sana, gustosa e sicura .

Glorioso, infatti, utilizza materie prime di qualità che garantiscono freschezza, salubrità ed elevate caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei prodotti.

Inoltre, il processo produttivo è realizzato in modo da garantire la massima igiene e sicurezza, dato che si può evincere non solo dall’etichetta, che fornisce la massima trasparenza sull’origine e la composizione dei prodotti, ma anche dal fatto che l’azienda è in possesso delle più ambite certificazione del settore di livello internazionale.

Glorioso, inoltre, ha ottenuto l’autorizzazione del Ministero della Salute per la produzione di prodotti senza glutine con decreto ministeriale del 14/04/2005 ai sensi della legge 111/92; collabora e ha in uso la spiga barrata dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) e ha un laboratorio interno che effettua analisi microbiologiche e la quantificazione della gliadina.

La gamma dei prodotti senza glutine prevede sia prodotti a base di carne (freschi, surgelati; cotti, pronti da cuocere) a marchio Glorioso – come gli ormai rinomati involtini alla siciliana e i richiestissimi cordon bleu nonché gli arancini al ragù – che prodotti da forno (freschi, secchi e surgelati) a marchio Delizie Libere.

Principalmente distribuiti nelle farmacie e nei negozi specializzati, negli ultimi anni i prodotti senza glutine Glorioso sono disponibili anche nella GDO e ultimamente anche nel canale Ho.Re.Ca per il quale l’azienda ha sviluppato un apposito packaging monoporzione che elimina ogni rischio di contaminazione accidentale.

All’interno dell’azienda, il settore Ricerca e Sviluppo studia continuamente nuove tecnologie per formulare sempre nuovi prodotti freschi, secondi pronti e prodotti senza glutine e ogni fase è attentamente seguita da un laboratorio interno che svolge analisi sia strumentali che qualitative con valutazioni di gradimento espresse da panel test qualificati.

È con queste premesse che nascono i nuovi Cheese Burger e Chicken Burger surgelati Glorioso senza glutine.

Un fattore importante che caratterizza da sempre il nostro lavoro è il contatto diretto con i nostri clienti da cui traiamo ispirazione per la realizzazione di sempre nuove proposte da immettere sul mercato”. – spiega Pino Glorioso, Amministratore Unico dell’Azienda.

Viviamo in una società globalizzata in cui le abitudini alimentari si contaminano tra loro ed è inutile negare che pur non disdegnando i prodotti della tradizione italiana, le nuove generazioni sono sempre più attratte dalla ristorazione fast food. Così abbiamo deciso di intraprendere questa nuova sfida dimostrando che “fast” non è necessariamente sinonimo di “junk” ma si può realizzare un prodotto gustoso e di alta qualità andando incontro anche alle esigenze di chi, a causa della celiachia o altre intolleranze, spesso è costretto a rinunciare a qualche peccato di gola”.

Africa Milk Project

Africa Milk Project è stata premiata oggi dalla Commissione Expo Milano 2015 quale migliore best practice nella categoria “sviluppo sostenibile di piccole comunità rurali in aree marginali”, ed è una delle 5 Best Practices premiate oggi che rispondono meglio alle necessità del pianeta selezionate tra oltre 800 progetti.
Il progetto è presentato a tutti i visitatori di Expo attraverso un film, proiettato nel Padiglione Zero e che racconta la storia dei suoi protagonisti.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra CEFA Onlus, Granarolo e l’associazione tanzaniana di allevatori Njombe Livestock Association, nel sud della Tanzania, e il Ministero degli Affari Esteri con l’obiettivo di sviluppare un’economia territoriale auto sostenibile che consenta di fornire, in particolare a bambini, latte e prodotti derivati sicuri e sani e oltre 10 mila persone (lavoratori e relative famiglie) beneficiano del progetto dal 2007.

Njombe Milk Factory gestisce l’intera filiera del latte e suoi derivati distribuiti a scuole, orfanotrofi, ospedali e comunità locale consentendo un’alimentazione sana e sicura e la ridistribuzione di reddito ai membri del territorio. La fattoria riceve ogni giorno 3.200 litri di latte da 800 piccole imprese familiari della zona – che coinvolgono oltre 6000 persone – la maggioranza delle quali possiede 2 o 3 vacche da latte ciascuna. Una volta consegnato “a mano” o raccolto con un furgone, il latte viene pastorizzato.
Ogni settimana il latte pastorizzato viene distribuito a prezzo contenuto in 65 scuole del distretto di Njombe per un totale di 29.000 scolari. Il calcio contenuto nel latte è alimento fondamentale della dieta dei bambini.
Il latte, inoltre, viene in parte venduto e donato a ospedali e orfanotrofi limitrofi. Ciò che resta invece è trasformato in yogurt e in formaggi che vengono distribuiti nei mercati locali e nelle città più importanti della Tanzania e nell’isola di Zanzibar. Il latte pastorizzato è un prodotto che non esisteva: oggi è disponibile per 50 mila persone, la popolazione della città di Njombe.

Njombe Milk Factory è oggi una società che fattura oltre 650 mila euro all’anno e dà lavoro diretto a 40 tanzaniani, 800 allevatori e coinvolge direttamente circa 6000 persone.
La NMF è diventata una delle maggiori esperienze di sviluppo auto sostenibile ed è conosciuta per la qualità e l’eccellenza dei propri prodotti in tutta la Tanzania.

Africa Milk Project dal 2013 si è trasformato in un’impresa S.P.A., la Njombe Milk Factory (NMF), che fattura annualmente oltre cinquecentomila euro e i cui azionisti sono i partner/beneficiari del progetto. La NMF gestisce la filiera del latte e suoi derivati del distretto (raccolta, trasformazione e commercializzazione) con un “modello di sviluppo inclusivo” in quanto ridistribuisce reddito ai membri della comunità.
Ci lavorano 40 tanzaniani, che seguono le attività dell’azienda: raccolta del latte, controllo, produzione e commercializzazione. La NMF è nota in tutta la Tanzania per la qualità e l’eccellenza dei propri prodotti ed è stimolo per il Governo locale che distribuisce bovini da latte per incoraggiare l’allevamento.

“Siamo particolarmente orgogliosi di poter ricevere questo premio che testimonia la valenza del progetto che insieme a Granarolo e agli allevatori di Njombe abbiamo avviato oltre 10 anni fa. Abbiamo scelto di coinvolgere 800 piccole imprese familiari contadine – per oltre 5000 persone – con 2-3 mucche da latte ciascuna e di non ritirare il latte da un’unica grande azienda. Siamo infatti convinti che non esiste vero sviluppo, in un paese come la Tanzania, se i benefici della crescita non vengono ridistribuiti nel modo più ampio possibile. Da qui la decisione di coinvolgere tante piccole realtà”, ha spiegato Paolo Chesani, direttore di Cefa Onlus.

Less is more: moda o salute?

Fra i prodotti salutistici, quelli che puntano sull’eliminazione di grassi, sostanze non salutari o possibili elementi incompatibili con le esigenze di alcuni consumatori stanno assumendo sempre più importanza. Lo evidenziano anche i dati presentati da Nielsen nel rapporto “Gli italiani e la buona tavola”.

I prodotti identificati come “less is more”, o alimenti “alleggeriti” spesso offrono un vantaggio per la salute, o almeno così vengono percepiti dai consumatori: il 35% di un panel di intervistati li ritiene infatti importanti per l’assenza di colesterolo, di grassi (29%), di sodio (29%), di zucchero (27%),di calorie (22%). Gli italiani, inoltre, sono interessati alle porzioni controllate (21%), senza carboidrati (18%), a basso contenuto di fruttosio (16%), senza caffeina (12%) e senza glutine (11%).

Un interesse che si traduce in precisi trend di mercato. Diversi prodotti presentati come leggeri e più facilmente digeribili sono cresciuti nell’ultimo anno.

Senza grassi
Il segmento sviluppa un giro d’affari totale di circa 25 milioni di euro, rappresentati in massima parte da patatine e formaggi. In entrambi i casi, il prodotto light o delattosato rappresenta il 4/5% del totale del mercato di riferimento. Nell’anno mobile terminante a marzo 2015 i formaggi hanno sviluppato un giro d’affari di 10 milioni di euro, con un incremento del 2% rispetto ai dodici mesi precedenti. Più netto l’incremento delle patatine light, che mettono a segno un +9% raggiungendo gli 11 milioni di fatturato.
Peccato che quattro fra i maggiori produttori del settore, San Carlo, Amica Chips, Pata, Ica Foods, siano stati pesantemente sanzionati dall’Antitrust per aver attribuito a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette.

Senza lattosio
I prodotti a ridotto contenuto di lattosio sviluppano complessivamente 477 milioni di euro di vendite, in crescita del 15% nei dodici mesi considerati. Il trend più dinamico è quello del latte di riso, con un incremento del 39% per un totale di 29 milioni di euro, seguito dal latte di soia con un +23% (103 milioni di euro) dal latte fresco microfiltrato ad alta digeribilità con un +11% (36 milioni di euro) e dal latte UHT alta digeribilità, che con un +9% totalizza 211 milioni di giro d’affari. Cala invece del 7% il latte fresco.

“Meno glutine”
La definizione del segmento data dal rapporto Nielsen è già emblematica della confusione che regna nel settore, visto che i dati considerati si riferiscono, giustamente, a pasta e biscotti senza glutine.
Il comparto registra un incremento globale del 31%, guidato appunto dai due segmenti citati. La pasta cresce del 33% attestatosi su un volume d’affari di 23 milioni di euro annui, contro gli 874 milioni della pasta di semola che registra una flessione dell’1%. I biscotti mettono a segno un +34% per un totale di 14 milioni di euro, contro i 993 milioni degli analoghi prodotti convenzionali, anch’essi in flessione dell’1 per cento.

I risultati delle patatine, che premiano sostanzialmente claim che non coincidono con il reale contenuto salutistico dei prodotti, indicano un comportamento “emozionale” di un consumatore fortemente influenzabile e poco attento, o poco capace, di leggere e interpretare le etichette degli alimenti.

L’attenzione alla salute è un fenomeno di moda? Lo lasciano supporre anche i dati del senza glutine, che superano di gran lunga quelli attesi in base all’incidenza della celiachia in Italia, che si attesta intorno all’1%.
Il caso degli Stati Uniti è emblematico: meno dell’1% della popolazione è celiaca, il 6% è ipersensibile o intollerante ma ben il 30% degli americani adulti sceglie di evitare il glutine. C’è addirittura chi parla di una “bolla” del senza glutine che finirà per sgonfiarsi. Di certo, siamo di fronte a un mercato gonfiato nelle dimensioni e nei prezzi, che nei prossimi anni dovrà stabilizzarsi su valori più attinenti alla realtà.

Cibi salutistici senza rinunce

Il 57% degli italiani si considera sovrappeso, mentre il 53% (era il 46% nel 2011) vorrebbe dimagrire. Tuttavia solo il 16% in media è fortemente propenso a pagare di più per prodotti salutistici e l’89% non è disponibile a sacrificare il gusto. Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla Nielsen Global Survey on Health Wellness and Nutrition condotta su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi, tra i quali l’Italia.

“Il tema della nutrizione – ha dichiarato Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia – rientra tra quelli più critici della nostra epoca. Facendo leva sul bagaglio di informazioni a disposizione, abbiamo messo a fuoco le abitudini alimentari dei consumatori sia a livello globale che nazionale. Il dato più rilevante che emerge è senz’altro quello di un nuovo approccio agli alimenti, caratterizzato da una sempre maggiore attenzione agli aspetti salutistici dei cibi. Questa si contestualizza nella consapevolezza che una giusta alimentazione sia lo strumento più adeguato per prevenire e gestire disfunzioni fisiche come l’eccesso di colesterolo, l’ipertensione, il diabete e l’obesità. E’ necessario quindi che produttori e distributori – ha aggiunto Fantasia – siano consapevoli di questo cambio di mentalità dei consumatori e mettano in atto politiche di sviluppo di nuovi prodotti, sempre più naturali e sempre meno processati. Il passaggio al nuovo tipo di alimentazione – ha concluso l’amministratore delegato di Nielsen – non può considerarsi scontato, sia dal punto di vista dell’offerta che da quello della domanda. Occorre intraprendere un percorso culturale, che porti all’adozione di modelli nutrizionali sempre più sostenibili e in sintonia con i trend demografici che contraddistinguono il nuovo millennio.”

Tra i tratti distintivi degli alimenti, sono state identificate tre macro-aree di offerta.

Back to basics
Tra le caratteristiche maggiormente ricercate dagli italiani troviamo i prodotti al 100% naturali (considerati importanti dal 45% della popolazione), senza coloranti artificiali (indicati dal 43%), OGM free (per il 42%), fatti con vegetali/frutta e senza aromi artificiali (36%), ricchi di fibre (30%), biologici e con aromi naturali (26%).
A conferma di questo interesse, i cibi biologici hanno fatto registrare nel 2014 un fatturato pari a 866 milioni di euro, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente, lo zucchero di canna 51 milioni di euro con un +16% e il miele 116 milioni di euro, con un +6%. Questi dati si collocano in evidente controtendenza rispetto al resto del grocery, costituendo un driver per il ritorno al consumo di qualità degli italiani.

Less is more
I prodotti “alleggeriti” spesso offrono un vantaggio per la salute; è molto importante l’assenza di colesterolo nei cibi (per il 35% degli intervistati), di grassi (29%), di sodio (28%), di zucchero (27%), di calorie (22%). Gli italiani, inoltre, sono interessati alle porzioni controllate (21%), senza carboidrati (18%), a basso contenuto di fruttosio (16%), senza caffeina (12%), senza glutine (11%).
Diversi prodotti leggeri e più facilmente digeribili sono cresciuti nell’ultimo anno: patatine e formaggi light (fatturato pari a 25 milioni di euro, +10%), latte senza lattosio (477 milioni di euro, +15%) e lavorati senza glutine (101 milioni di euro, +31%). In particolare, l’aumento del consumo di patatine è anche conseguenza della tendenza degli italiani a organizzare momenti di svago in casa, effetto dei tagli nelle spese per l’intrattenimento fuori casa dovuti alla crisi.

More is more
Avere “di più” di alcuni nutrienti è importante, in particolare gli ingredienti integrali (caratteristica ritenuta rilevante dal 22% del campione), prodotti arricchiti di calcio (19%), a valore elevato di proteine e vitamine (18%), fortificati con minerali (16%), ricchi di grassi insaturi (15%), con considerevole presenza di micronutrienti (11%).
Nelle vendite si è misurato un incremento degli integratori, che hanno generato nel 2014 un fatturato di 232 milioni di euro (+3%), e di cibi integrali (un volume di vendite a valore di 307 milioni di euro, +11%). Anche in questo caso si tratta di valori anticiclici rispetto al periodo preso in esame, spiegabile con una emergente tendenza degli italiani a scegliere prodotti di qualità, nonostante la congiuntura economica negativa.

Per ciò che concerne le strategie per perdere peso, si legge nella ricerca, il 75% intende cambiare la dieta (era l’83% nel 2011), il 73% fare esercizi fisici (54% nel 2011).
Tra i cambiamenti più diffusi nella dieta, emerge ancora dalla ricerca, la lotta ai grassi rimane la priorità assoluta con il 64% delle risposte. Si riscontra, invece, un calo della popolazione che intende rinunciare a cioccolato e prodotti zuccherati: nel 2011 il 65% degli intervistati, nel 2014 “solamente” il 44%.

Opportunità individuate da Nielsen derivanti dall’orientamento ai cibi naturali
Quello del cibo come fonte di benessere è un trend in crescita, che offre vantaggi non solo a produttori e distributori, ma alla società in generale.
Innovare e investire sulla diffusione di prodotti che forniscono benefici legati alla salute è dunque una strategia vincente. Ne è un esempio la crescente diffusione di stevia, dolcificante naturale utilizzato al posto dell’aspartame, e la diffusione di prodotti a base di mais e riso.
Si rende necessaria una comunicazione chiara e trasparente per raggiungere il consumatore con un messaggio credibile e verificabile: non solo etichette, ma anche un impegno diretto del produttore e del distributore possono portare un valore aggiunto.
In ultimo, occorre monitorare l’incremento dei canali distributivi specializzati in prodotti naturali e biologici e lo spazio a scaffale della GDO, che va presidiato per portare al consumatore quei prodotti richiesti sempre più per il proprio benessere.

Gluten free ma non solo a Tuttofood 2015

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Si è da poco conclusa l’edizione 2015 di Tuttofood, la fiera biennale che quest’anno si è svolta in concomitanza con l’avvio di EXPO a Milano.

Quello dell’Ho.Re.Ca. si conferma un padiglione di forte interesse per i visitatori, anche grazie alla spettacolarità degli eventi e delle dimostrazioni. Positivi riscontri per il padiglione Dolciario e per quello Lattiero Caseario e Carni e Salumi, e importanti novità per il Multiprodotto, oggetto quest’anno di grande attenzione da parte del pubblico. All’interno, infatti, ampio spazio è stato riservato al senza glutine e al vivere green che incontra il buon cibo, confermando il ruolo di eccellenza dell’Italia in ambito agroalimentare e sottolineando l’affermarsi di nuovi stili di consumo. Le aziende presenti hanno mostrato che il senza glutine è una realtà consistente del mercato alimentare, alla quale si affiancano ormai con forza prodotti per intolleranza al lattosio, referenze a basso indice glicemico e alimenti per consumatori vegetariani e vegani.

I valori chiave che si accostano ad Agroalimentare paiono quindi essere Benessere e Salute, e coinvolgono tutti coloro che per necessità od opportunità scelgono di fare della propria alimentazione un’occasione di salute. Affermati e autorevoli gli interpreti di queste correnti, solo per dirne alcuni: la World Gluten Free Chef Academy, incaricata da Fiera Milano di gestire l’area academy multiprodotto, con show cooking e dimostrazioni gluten free, per intolleranze e vegan, l’Associazione Italiana Celiachia, da sempre punto di riferimento dei celiaci, e la fiera internazionale Gluten Free Expo, presente con una collettiva di aziende che saranno protagoniste dell’edizione riminese 2015. Tra gli eventi, è spiccata l’edizione Universale del Campionato del gluten free, la risposta fuori casa a queste esigenze alimentari, vinta da Beatrice Pozzi, che ha proposto Crumble pie con fragoline di bosco e salsa alla vaniglia, vegan e senza glutine, e Focaccine colorate alle zucchine, prive di glutine e ricche di fibre. La trentatreenne milanese si unisce a Elisa Piccioli, vincitrice dell’edizione mondiale del concorso, e ricorda che per distinguersi nella ristorazione occorre pensare con creatività e lungimiranza.

Tuttofood 2015 si dimostra ancora una volta specchio del mercato attuale e spinge alla riflessione: è davvero solo per dovere etico che ci si deve occupare di senza glutine, intolleranze e veganismo, oppure è più realistico parlare di opportunità?

Per info: lara@laraballeri.it

Campionessa universale del gluten free

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Si è tenuto all’interno di Tuttofood l’edizione 2015 del Campionato Universale del Gluten Free, creato per stimolare la creatività di professionisti e amatori, nel settore del senza glutine. Dieci i concorrenti, di diverse nazionalità, che si sono confrontati all’insegna del Gluten Free di qualità, tra pizze e dolci.


La giuria, presieduta dallo chef internazionale Luca Barbieri, ha assaggiato le preparazioni dei partecipanti e decretato Beatrice Pozzi quale miglior interprete del Gluten Free. La trentatreenne milanese, che ha puntato sulla semplicità dei suoi piatti, ha spiegato: “ho scelto di creare due ricette dall’impronta tradizionale e di accogliere più esigenze alimentari”. La giuria ha potuto giudicare una Crumble pie con fragoline di bosco e salsa alla vaniglia, vegan e senza glutine, e delle Focaccine colorate alle zucchine, prive di glutine e ricche di fibre. Il concorso, organizzato dalla World Gluten Free Chef Academy, fondata da Francesco Favorito, in collaborazione con Gluten Free Expo e Universita dei Sapori, ha avuto una giuria di pregio, composta da chef internazionali, giornalisti e formatori del settore. Un bel messaggio per la ristorazione e il suggerimento di unire modernità e tradizione, lavorando con fiducia e dando un segnale forte al mondo del food. Largo ai giovani che con semplicità e passione affrontano il cibo e viva chi lo fa all’insegna del senza glutine.

Gluten Free World Championship è organizzato in collaborazione con:

Tuttofood 2015 e i laboratori gluten free

Tuttofood lab

Tuttofood si presenta anche quest’anno come lo specchio di esigenze e tendenze del mercato alimentare e mostra grande attenzione nei confronti d’intolleranze alimentari e cucina del mangiar sano.

È in questa filosofia che Fiera Milano ha scelto di avvalersi della collaborazione di Francesco Favorito e del team della World Gluten Free Chef Academy, di cui è fondatore, per creare del momenti didattici e dimostrativi nel senza glutine. È stata, infatti, creata un’area Academy dedicata a formazione, presentazioni e dimostrazioni. Presso il Padiglione 1, area Academy, i visitatori potranno quindi seguire show cooking a tema per tutta la durata della Manifestazione, con presentazione di prodotti e attrezzature, assaggi e degustazioni aperti a tutti. Gli stand adibiti all’attività didattica saranno due, per ospitare il gran numero di realtà interessate a raccontarsi attraverso i propri prodotti. Un’area sarà completamente dedicata al senza glutine e una sarà invece multi-prodotto con aziende convenzionali e realtà del gluten free.

Il fitto calendario di eventi gluten free vede la presenza di molte delle realtà sostenitrici dell’Accademia del gluten free, come Molino Pasini con le sue miscele senza glutine pensate per la panificazione e per la colazione all’italiana gluten free. Tutti in cucina, poi, per scoprire insieme quanto è facile e divertente cucinare in sicurezza senza glutine, grazie alle padelle e alle pentole Risolì Dr Green e ai forni Naboo Device di Lainox, fedeli alleati nella cucina gluten free di tutti i giorni. Grande spazio sarà dedicato alla pasticceria con innovativi cake e creme gluten free con Rue Flambee, ma anche bignè, pasta frolla e macaron con Delfin. L’acqua Filette si farà interprete di un nuovo modo di fare pasticceria all’insegna del vegan, mentre Jmc Alimentari presenzierà nel laboratorio con due show cooking, dedicati alle referenze di punta della linea di pasta fresca senza glutine: tortellini e ravioli. Idee per un senza glutine di qualità con Farmo e per un fast food più buono e sano, invece, con Caterteam, e freschi momenti con Stefano Dassie e il gelato gastronomico per il pubblico del senza glutine.

L’appuntamento è quindi al Padiglione 1 presso l’area Academy per show cooking e degustazioni con assaggio, dedicati a tutti i presenti e pensati appositamente per il pubblico di celiaci e intolleranti.

Con la moderazione di Lara Balleri, autrice gastronomica specializzata nel gluten free, interverranno per la parte pratica Francesco Favorito, pastry chef e fondatore della WGF Chef Academy, Franco Portioli, consulente della ristorazione, Elisa Piccioli, vincitrice 2014 del Campionato Universale del senza glutine, e Michela Consalter, specializzata in pasticceria vegan e alimentazione per diabetici.

Sponsor:

 

 

 

 

 

Partner:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuttofood 2015 sostiene l’innovazione Gluten Free

Attivita gluten free tuttofood

Si terrà il 4 maggio 2015, all’interno di Tuttofood 2015 (pad. 1 area Academy) il Campionato universale di pasticceria e pizzeria gluten free, organizzato dalla World Gluten Free Chef Academy, in collaborazione con Università dei Sapori di Perugia e Gluten Free Expo di Rimini. Il concorso nasce allo scopo di sostenere e incentivare la creatività e la ricerca nella cucina gluten free e per intolleranze alimentari in genere.

Durante la giornata dedicata al concorso, i partecipanti lavoreranno sotto gli occhi dei visitatori della Fiera, a partire dalle ore 9.00. Realizzeranno una pizza e un dolce al piatto o da ristorazione, tassativamente senza glutine ed eventualmente pensati anche per altre esigenze alimentari, per esempio senza lattosio o a basso indice glicemico.

Le preparazioni saranno sottoposte all’insindacabile giudizio della giuria, composta da giurati selezionati dal mondo della ristorazione e del professionismo della ristorazione. Saranno presenti infatti Roberta Prandoni, marketing manager (Ag. Clorofilla), gli chef internazionali Raimondo Arnone e Franco Portioli, il foodblogger Roberto Agnello (Ce’pizzaeazzip), lo chef e storico dell’arte Alfonso D’Orsi e la giornalista e blogger Silvana Delfuoco (diariogoloso.it). Presiede la giuria lo chef Luca Barbieri.

La giuria valuterà ogni piatto in concorso in termine di stile di presentazione, sintonia dei colori, tecnica d’impasto e assemblaggio dei diversi ingredienti, quindi equilibrio tra amidi, zuccheri, prodotti naturali innovativi, ecc.

Ecco l’ordine di gara dei partecipanti:

1.    ALESSANDRO LUPPOLO

2.    LUCIA SINESI

3.    ALFONSO BARONE

4.    FABIOLA VALSANIA

5.    CARMEN ANGIOLETTI

6.    BEATRICE POZZI

7.    WARNAKULASURIYA DESMAND CLEMNT PERERA

8.    ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE G. RENDA

9.    STEFANIA PALAZZI

10.     FILOMENA SQUILLACIOTI

Al termine della gara, previsto per le ore 15, la giuria si riunirà per decretare i tre vincitori che saranno premiati con cerimonia pubblica alle ore 17.30.

In palio per il primo classificato un periodo di stage presso l’Università dei Sapori di Perugia e il Trofeo World Gluten Free Chef Academy, per il secondo la targa dell’Università dei Sapori e per il terzo piazzamento la coppa del Gluten Free Expo.

Una buona occasione per parlare di gluten free e di innovazione, di buon cibo e moderne esigenze alimentari. Alla ricerca del Campione del mondo di pasticceria e pizzeria gluten free.

Gluten Free World Championship è organizzato in collaborazione con:

 

 

 

 

 

Letture gluten free a Tuttofood 2015

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Tuttofood 2015 e le letture gluten free
Senza glutine e buono davvero, il libro edito da Wingsbert House. Gli autori saranno presenti a Tuttofood 2015.

In quali alimenti è presente il glutine? Essere celiaci significa privarsi di pane, pizza e pasta o mangiarne di poco buoni?
Certo che no, ma occorre anche non prendere alla leggera l’alimentazione senza glutine, specie quando viene escluso per esigenze di salute.

Senza glutine e buono davvero, il nuovo libro di Francesco Favorito e Lara Balleri, edito da Wingsbert House, risponde con chiarezza alle tante domande che ci si pone nel senza glutine, spiegando anche quali sono gli alimenti da utilizzare per cucinare senza glutine in libertà. Farina di riso, mais, teff e quinoa sono gli ingredienti migliori per preparare in casa panificati, pasta fresca, torte e biscotti che nulla hanno da invidiare a quelli tradizionali, nel gusto e nell’aspetto. E se è vero che non è sempre facile ottenere risultati soddisfacenti, specie lavorando con ingredienti puri, sappiate che stavolta a guidarvi sono due veri professionisti del settore.

Già autori de La gioia del mangiarsano, i due professionisti hanno scelto di collaborare nuovamente alla stesura di questo volume dedicato all’alimentazione senza glutine. All’interno trova spazio un’ampia sezione dedicata alla celiachia, con indicazioni per neo diagnosticati ma anche per coloro che convivono con la celiachia da qualche tempo. Informazioni scritte in modo chiaro ed esaustivo, per sfatare falsi miti e fare chiarezza sulla celiachia e sulla vita del celiaco, anche per trovare ogni giorno la giusta motivazione per non sgarrare e non sentire il peso della privazione.

Dall’inventiva di Francesco Favorito e dalla penna gastronomica di Lara Balleri sono nate 40 ricette totalmente gluten free, pensate per la vita di tutti i giorni ma anche per le occasioni più speciali. Primi piatti di pasta fresca, panificati e dolci senza glutine, facili da realizzare e buoni da mangiare, fotografati da Iuri Niccolai, fotografo professionista specializzato in food.

Un libro adatto a celiaci e intolleranti al glutine, per informarsi e divertirsi in cucina, ma anche un volume dedicato a chi vuole saperne di più sulla celiachia, una volta per tutte.

Gli autori saranno presenti a Tuttofood 2015, Area Academy, Pad.1. Il libro sarà disponibile in libreria a partire da maggio.

info: lara@laraballeri.it

Tuttofood 2015 è Gluten Free

Tuttofood gluten free  2

Appuntamento dal 3 al 6 maggio a Milano per l’alimentare di eccellenza. Il comparto del senza glutine è presente con espositori, laboratori, show cooking e con il Campionato universale del gluten free.

Il senza glutine si è ormai affermato nel panorama alimentare come una tendenza sostenuta dal numero sempre crescente di consumatori celiaci e intolleranti al glutine. Quello che per alcuni è un fenomeno o una moda, per le aziende del food rappresenta uno zoccolo duro di consumatori ai quali rispondere con prodotti senza glutine, sicuri nella composizione e buoni nel gusto. Tuttofood si presenta anche quest’anno come lo specchio di esigenze e tendenze del mercato alimentare e mostra grande attenzione nei confronti d’intolleranze alimentari e cucina del mangiar sano.

È in questa filosofia che Fiera Milano ha scelto di avvalersi della collaborazione di Francesco Favorito e del team della World Gluten Free Chef Academy, di cui è fondatore, per creare del momenti didattici e dimostrativi nel senza glutine. Presso il Padiglione 1, Area Academy, i visitatori potranno seguire show cooking a tema gluten free per tutta la durata della Manifestazione, con presentazione di prodotti e attrezzature, assaggi e degustazioni aperti a tutti. www.worldglutenfreechefacademy.it

 

 

 

 

Lunedì 4 maggio, inoltre, grande appuntamento con il Campionato Universale di pasticceria e pizzeria senza glutine, organizzato dalla WGF Chef Academy in collaborazione con il Gluten Free Expo di Rimini e l’Università dei Sapori di Perugia. Il concorso decreterà il campione del mondo, professionista o amatore, che meglio sarà stato in grado di interpretare il senza glutine con la creazione di una pizza e di un dessert gluten free, prediligendo i prodotti naturalmente privi di glutine.

L’appuntamento per tutti è quindi all’insegna delle moderne esigenze e del piacere del cibo, e non avrebbe potuto essere diversamente per Tuttofood, la fiera dell’alimentare per eccellenza, in agenda dal 3 al 6 maggio, Fiera Milano. 

Gluten Free World Championship è organizzato in collaborazione con:

 

 

 

Per info Academy: lara@laraballeri.it
Per info stampa Fiera Milano:simone.zavettieri@fieramilano.it

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