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Così tuteliamo il bio in Gdo: accordo Federbio-Federdistribuzione

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Le due organizzazioni hanno firmato un protocollo d’intesa che stabilisce gli ambiti e le modalità organizzative di una stretta e fattiva collaborazione fra le due organizzazioni relativamente al mercato dei prodotti biologici in Italia, che vede la Grande Distribuzione Organizzata sempre più protagonista in un settore il cui valore è riconosciuto dal consumatore e che ha registrato una crescita del 20,6% in valore nel primo semestre del 2016 (Fonte: Ismea-Nielsen).

Federdistribuzione e FederBio con questo accordo attiveranno un coordinamento operativo permanente allo scopo di condividere informazioni e iniziative nei rispettivi ambiti di competenza. Ciò si concretizzerà con un’attività di prevenzione delle situazioni di rischio per garantire l’integrità del mercato, un miglioramento dei sistemi di gestione della conformità dei prodotti biologici di competenza delle imprese, l’adozione di sistemi di tracciabilità di filiera e sistemi di qualifica dei fornitori sulla base di standard condivisi.

“Si tratta di un accordo importante che mira a prevenire le frodi in cui possono incorrere inconsapevolmente anche gli operatori commerciali. Attraverso la collaborazione con FederBio e quindi un costante flusso informativo sul mercato dei prodotti biologici, siamo convinti che si possa fare molto per tutelare i consumatori e salvaguardare la garanzia di prodotti che costituiscono un valore aggiunto negli assortimenti della GDO” dichiara il Presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli.

“La firma del protocollo d’intesa è un passaggio importante di un percorso di collaborazione già avviato da tempo e testimonia la volontà comune di lavorare per contribuire a rendere sempre più reali e stringenti le garanzie per i consumatori che acquistano prodotti biologici certificati anche sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata. Dobbiamo lavorare sempre più e meglio per la prevenzione delle frodi con tutti gli attori della filiera e del mercato” dichiara il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla.

Il boom del free from nel carrello della spesa

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Il convegno Mangiaregiusto 2016 tenutosi il 6 ottobre scorso a Milano, ha evidenziato come nuovi valori di consumo influenzino gli acquisti degli italiani: consapevolezza, razionalità, naturalità, salubrità, benessere, sostenibilità, socializzazione. L’attenzione a questi valori, unita a esigenze di consumo dettate esigenze particolari, portano a una forte crescita di prodotti con caratteristiche specifiche, sempre più ricercati da consumatori che cercano informazioni sul prodotto, si confrontano, conoscono le caratteristiche degli alimenti che sccelgono. I dati presentati da Alessia Fraulino di Iri evidenziano trend molto interessanti:

  • integrale +19% (442 milioni di euro)
  • soia +9,7% (348 milioni di euro)
  • cereali +6,9% (833 milioni di euro)
  • biologico +22,4% (1.2012 milioni di euro)

(dati Iper+Super+Libero servizio, anno mobile terminante ad agosto 2016)

Il biologico, in particolare, da mercato di nicchia è diventato un vero e proprio fenomeno, grazie anche a una filiera di punti vendita specializzati. Ma anche la Gdo sta leggendo e cavalcando questa opportunità, al punto che la quota della private label è più che doppia rispetto alla loro quota nel totale alimentare.

A crescere nel canale moderno sono anche i prodotti funzionali, con 2.692 milioni di euro di giro d’affari, per un +4,4 per cento. Fra questi, i prodotti “con” si attestano sui 670 milioni di euro (+1,4%) mentre i prodotti “senza” arrivano a 2.022 milioni di euro con un incremento del 5,1 per cento.

Le intolleranze alimentari generano una crescita a due cifre per i prodotti senza glutine “ristretto” (esclusi cioè i prodotti naturalmente senza glutine) e senza lattosio.

  • senza glutine ristretto +22% (175 milioni di euro)
  • senza lattosio +18% (393 milioni di euro)
  • light (senza/bassi in grassi, light) +0,4% (1.145 milioni di euro)
  • senza sale -2,7% (60 milioni di euro)
  • altri senza +0,5% (248 milioni di euro)

Di particolare interesse il mercato del senza glutine, cresciuto di oltre il 20% negli ultimi tre anni, con i primi tre attori del mercato (Molino di Ferro, Schaer e Galbusera) che sviluppano il 38% del totale giro d’affari. Barilla amplia l’offerta, lanciando, dopo la pasta senza glutine, sei referenze nel panificato: biscotti, cracker, farine e merendine). Crescono sotto la media (+7%) le marche del distributore che valgono il 13% del totale.

Molto più concentrato il mercato del senza lattosio, con i primi tre attori che sviluppano il 75% del totale del giro d’affari. Il tasso di crescita è mediamente del 16%, con una quota del 4% delle private label che crescono del 18 per cento. Particolarmente dinamico è il segmento dei formaggi, con una decina di referenze in più sul mercato nell’ultimo anno.

E’ probabilmente anche il successo dei prodotti senza lattosio a frenare la crescita dei prodotti a base di soia che, pur sempre con trend positivi, vede un rallentamento consistente nell’andamento delle vendite. Questo non scoraggia però gli operatori e un big come Granarolo entra nel segmento con il lancio di una linea 100% vegetale (bevande, yogurt, gelati, ecc) affiancandosi a Valsoia, Alpro Soya e Natura Nuova che coprono il 67% del totale del giro d’affari, ma mostrano un trend mediamente negativo.

In generale si riscontra comunque negli ultimi tre o quattro anni una forte attenzione da parte delle aziende top dell’alimentare nell’investire in questo settore lavorando sull’ampliamento dell’offerta.

Sono disponibili gli atti del Convegno Mangiaregiusto 2016. Per info e approfondimenti: marketing@mangiaregiusto.it

 

Mangiaregiusto 2016, canali e mercati a confronto sul free from

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Gli ultimi anni hanno registrato un vero e proprio boom nell’interesse per i prodotti free from sul mercato. Un comparto in realtà composto da mercati molto diversi fra loro, inseriti a loro volta in canali con particolari specificità.

Di questo si  parlato il 6 ottobre a Mangiaregiusto 2016, partendo da un’attenta analisi dei dati di mercato forniti da IRI e da Quintiles IMS:

Food e farmacia, un rapporto difficile

Il boom del free from nel carrello della spesa

I dati al consumo dei due istituti di ricerca sono stati arricchiti dall’importante contributo di Juri Piceni, AD Exmedia – Gruppo Rimini Fiera, che ci ha fornito il punto di vista delle aziende con un’anticipazione dell’Osservatorio nazionale sul comparto alimentare senza glutine che verrà presentato ufficialmente al Gluten Free Expo.

Nel suo intervento Juri Piceni ha annunciato la novità del Lactose Free Expo, l nuova manifestazione fieristica dedicata al mercato dei prodotti senza lattosio che a novembre 2017 affiancherà il Gluten Free Expo.

E proprio sul senza lattosio ci siamo ulteriormente soffermati con Eleonora Zeni, co-founder di Ellefree e responsabile comunicazione di Aili, Associazione Italiana Latto-Intolleranti. Ellefree ha ideato e realizzato il primo marchio italiano che identifica i prodotti destinati a soggetti intolleranti al lattosio.

E’ seguito il confronto con rappresentanti di categorie di consumatori con esigenze diverse. Valeria Invernizzi e Rachele Cesaroni, presidente e vicepresidente di Cibo Amico hanno spiegato la complessità della gestione delle problematiche di soggetti con allergia alimentare, in particolare nella ristorazione scolastica. Carmen Nicchi Somaschi, Presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana e Alessandro Tulli, Responsabile commerciale di VeganOk hanno fatto il punto sulla certificazione dei prodotti vegan e vegetariani, mentre Chiara Scaglione, della segreteria del marchio spiga barrata ha illustrato le caratteristiche della certificazione Aic.

La tavola rotonda ha poi visto il confronto con diversi operatori che hanno portato la testimonianza dell’attività in vari canali distributivi: Stefano Passerini, responsabile acquisti della categoria dietetico-salutistico di Aspiag Service per la Gdo, Jonatha Guglielmi, responsabile commerciale di Mamey-Senzaglutine per le catene specializzate, Fabio Ramaroli, presidente di AINC, Associazione Italiano Negozi Celiachia, per  gli specializzati, Barbara Valentini, Responsabile Nutrizione Igiene degli Alimenti Markas, per la ristorazione collettiva.

Il dibattito ha visto un forte coinvolgimento della platea, con una forte attenzione soprattutto sul tema della tutela del consumatore. In particolare nell’ambito del senza glutine sono state sollevate molte domande, e il tema verrà ripreso e approfondito nel corso dell’incontro che Mangiaregiusto organizza a Gluten Free Expo dal titolo Marketing del Gluten Free. Dalle certificazioni al food storytelling (Rimini, Gluten Free Expo, Sala Tiglio 1, 21 novembre ore 15),

Sono disponibili gli atti del Convegno Mangiaregiusto 2016. Per info e approfondimenti: marketing@mangiaregiusto.it

18 milioni di famiglie italiane acquistano BIO

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Tutti gli indicatori più importanti sono in crescita: dalle superfici (+7,5% rispetto al 2014), agli operatori (+8,2% rispetto al 2014), alle vendite (+15% rispetto al 2014). Ma non è solo il mercato interno ad ottenere ottimi risultati: l’export cresce addirittura del +408% rispetto al 2008 e del +16% rispetto a un anno fa. A sottolinearlo sono i dati contenuti nell’Osservatorio SANA-ICE 2016 “Tutti i numeri del Bio” promosso e finanziato da ICE in collaborazione con BolognaFiere e realizzato da Nomisma con il patrocinio di FederBio e AssoBio. La quota di famiglie italiane che negli ultimi 12 mesi ha acquistato almeno una volta un prodotto alimentare biologico sale dal 69% del 2015 al 74% del 2016.

Questo significa che in Italia più di 7 famiglie su 10 (circa 18 milioni di nuclei familiari) hanno acquistato una volta nell’ultimo anno almeno un prodotto biologico. Assieme al numero di famiglie acquirenti, cresce la spesa destinata al bio che rappresenta il 3,1% del totale della spesa alimentare (contro l’1,9 % di tre anni fa). Chi prova bio si affeziona facilmente: il 90% dei consumatori ha iniziato ad acquistare questi prodotti almeno 2/3 anni fa; il 25% ne consuma con grande regolarità (ogni giorno o quasi) o almeno una volta alla settimana (43%).

L’identikit del consumatore bio

Diversi sono i fattori che incidono sulla propensione all’acquisto di prodotti a marchio biologico: in primis un elevato titolo di studio da parte di chi fa la spesa (81%), poi il reddito (il tasso di penetrazione è più alto nelle famiglie con reddito mensile familiare medio-alto 78% vs il 64% nelle famiglie con redditi medio-bassi), a seguire la presenza di figli minori di 12 anni (77%) . Anche le abitudini alimentari influenzano la propensione al bio: nelle famiglie in cui ci sono vegetariani o vegani il tasso di penetrazione sale all’87% e anche nei casi in cui uno o più componenti della famiglia presentano disturbi o malattie che impongono grande attenzione alla dieta la percentuale supera la media nazionale (85%).

Il carrello della spesa bio

Nella top ten degli alimenti acquistati dalle famiglie l’ortofrutta fresca occupa la prima posizione (74% delle famiglie l’ha acquistata almeno una volta) a seguire l’olio extra vergine d’oliva (62%), uova (53%), miele (45%), confetture e marmellate (45%), formaggi freschi (44%), yogurt/burro (41%), riso e pasta (41%).  La motivazione che spinge la maggioranza dei consumatori ad acquistare cibo biologico è la sicurezza: il 27% ritiene che questi alimenti siano più sicuri per la salute. Anche il rispetto dell’ambiente e tutela della biodiversità (20%), e un maggior controllo (14%) sono tra le motivazioni che spingono i consumatori a rivolgersi a questo tipo di mercato.

Cosa si sceglie quando si compra bio?

Il primo criterio di scelta dei prodotti alimentari a marchio biologico è l’origine: il 32% sceglie in base alla provenienza italiana del prodotto e il 14% in base all’ulteriore presenza di un marchio  DOP-IGP. La marca è il secondo driver di scelta (il 15% acquista in base alla marca del supermercato e il 9% secondo la notorietà del marchio del produttore). Il fattore convenienza incide in maniera secondaria rispetto ai primi due: solo il 14% sceglie i prodotti bio in base alle promozioni e il 9% in base al prezzo basso. Tra i canali di acquisto per la spesa di prodotti biologici prevalgono grande distribuzione (dove ha acquistato in almeno un’occasione il 60% degli user bio) e negozi specializzati in prodotti biologici (28%). La GDO viene privilegiata principalmente per la “comodità” (il 34% opta per iper e supermercati per poter fare tutta la spesa – bio e non bio – in un unico punto vendita), mentre il 16% pensa che negli ipermercati i prezzi dei prodotti biologici siano più bassi. Gli specializzati vengono scelti soprattutto per l’ampiezza della gamma di prodotti bio (26%).

Il bio Made in Italy all’estero

Ma l’interesse per il bio è forte anche fuori dai confini nazionali, lo dimostrano i dati delle survey di Nomisma per Sana-Ice 2016 sul consumatore di due mercati esteri: USA e Canada. Negli USA la quota di famiglie che negli ultimi 12 mesi ha acquistato in almeno un’occasione un prodotto alimentare biologico è dell’81%, superiore a quella del Canada, dove il tasso è del 76%. Anche il bio Made in Italy riscuote successo nei due mercati (il 10% dei consumatori in USA e il 5% in Canada ha provato almeno una volta i nostri prodotti bio), il bio italiano ha un’ottima reputazione ma il potenziale è ancora inespresso. In particolare, per il consumatore americano, l’Italia è il primo nella classifica dei Paesi che producono i prodotti alimentari biologici di migliore qualità (lo pensa un terzo degli americani).

Libera, tutto il gusto senza lattosio

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La Caseifici Srl con il marchio “LIBERA” è stata senz’altro la precursore della linea del senza lattosio in Italia. Inizia il suo cammino nel 2007 partendo da una gamma di solo due prodotti, come il Bocconcino di mozzarella da 100g e una mozzarella “Mattarello” da 250g per uso in cucina.
L’alta qualità dei suoi prodotti e un brand accattivante , la fanno presto notare sul mercato della grande distribuzione Italiana.

Negli anni, la sua gamma si arricchisce di nuovi prodotti, come Ciliegine di mozzarella, Scamorza Bianca, Scamorza Affumicata, Burrata, Cacioricotta, Burro senza lattosio con Omega-3, Ricotta, Mozzarella di Bufala e “Bell’e pronta” una fetta di scamorza affumicata già pronta per essere posta in padella,piastra o in griglia, una vera novità per il settore.

Il Claim di comunicazione di Libera che compare sulle nostre pubblicità è “libera dal lattosio“.

“Tutti i prodotti Libera – spiega il Direttore Commerciale Michele Parrotta – sono presenti nel settore libero servizio di diverse insegne della grande distribuzione organizzata, specializzati, farmacie, parafarmacie. Inoltre, per quanto riguarda il settore Horeca/ristorazione l’azienda è presente nel circuito metro Italia cash and carry“.

“Sul fronte della ristorazione collettiva e mense scolastiche – lamenta Parrotta – soffriamo invece la presenza di una forte concorrenza da parte di aziende straniere, che possono contare su un prezzo del latte e dei suoi derivati assai più basso di quello italiano, penalizzando fortemente tutto il made in Italy del settore“.

L’azienda comunica con i buyer attraverso riviste specializzate, mentre per i consumatori è presente con proposte promozionali attuate dalle singole insegne distributive

Libera è inoltre presente con i propri prodotti nei più importanti eventi fieristici italiani, proponendo sempre novità nel settore del senza lattosio. A fine 2016 la linea si arricchi di due nuovi prodotti di sicuro interesse da parte dei consumatori che, sin dal 2007 premiano l’azienda scegliendo Libera come loro brand di fiducia.

www.liberadallattosio.it

www.quesosinlactosa.es

www.withoutlactose.com

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Piadoliva e Piadenelle: il gusto della tradizione, senza glutine

Foto Piadenelle

NOME PRODOTTO: Piadina

TIPOLOGIA PRODOTTO: Piadina e prodotti da forno senza glutine e senza allergeni

LINEA: Piadoliva e Piadenelle

ANNO DI CREAZIONE: 2008

DISTRIBUZIONE: farmacie, negozi specializzati e supermercato

PLUS PRODOTTO: La piadina, prodotto tipico della tradizione regionale italiana, sostitutiva del pane negli utilizzi più diversi, la presentiamo nella sua forma senza glutine per le persone celiache ma anche perfetta per le persone che soffrono di altre intolleranze alimentari. Oggi il prodotto è anche certificato Biologico e Vegano, per soddisfare le richieste di una alimentazione alternativa… tradizione, salute e benessere alla portata di ognuno di noi.

TARGET PRODOTTO: prodotti della tradizione italiana dedicati alle persone con intolleranze alimentari.

E’ UN PRODOTTO UNICO PERCHE’: unica perché è la prima piadina che non contiene allergeni, disponibile a scaffale fuori frigo sin dal 2008, fonte di fibre e da farcire con salumi e creme da spalmo.

SITO: www.freeg.it

Glorioso, da oltre 50 anni una garanzia di qualità

glo involtini alla sicilian con patate

A distanza di oltre 50 anni, Glorioso è stata capace di crescere ed evolversi diventando una delle principali imprese nel settore dell’allevamento, macellazione, lavorazione e distribuzione delle carni.

Già da diversi anni, infatti, per andare incontro alle esigenze del mercato e dei consumatori, sempre più attenti alle tematiche della sicurezza dei prodotti alimentari, l’azienda si è integrata verticalmente arrivando a controllare l’intera filiera produttiva della carne, dall’allevamento, alla macellazione, dalla produzione di preparati a base di carne, alla successiva distribuzione, conquistando la fiducia dei consumatori grazie alla trasparenza e alla genuinità dei prodotti.

La grande attenzione che Glorioso pone nei confronti della sicurezza e delle diverse esigenze alimentari è confermata dalla creazione di una linea di prodotti senza glutine destinata ai celiaci.

 L’idea è nata per andare incontro a un’esigenza familiare, dal momento che ad un membro della grande famiglia Glorioso, nel lontano 1994 fu diagnosticata la malattia celiaca.

Da quel momento la sensibilità verso il problema della celiachia ha portato l’azienda a fare grandi passi avanti nel settore, fino all’apertura, nel 2000, a Catania, del primo laboratorio siciliano di pasticceria e gastronomia esclusivamente senza glutine a marchio Delizie Libere, evento che ha dato il via a tutta una serie di iniziative che hanno ulteriormente modificato la filosofia Glorioso facendola diventare la prima azienda in Italia a produrre preparati e panati di carne senza glutine.

Una conferma alla già ambiziosa mission di Glorioso, che ha come obiettivo quello di offrire prodotti di alta qualità,buoni per i celiaci e ottimi per tutti facili da cucinare e dedicati a chi non vuole rinunciare a un’alimentazione sana, gustosa e sicura .

Glorioso, infatti, utilizza materie prime di qualità che garantiscono freschezza, salubrità ed elevate caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei prodotti.

Inoltre, il processo produttivo è realizzato in modo da garantire la massima igiene e sicurezza, dato che si può evincere non solo dall’etichetta, che fornisce la massima trasparenza sull’origine e la composizione dei prodotti, ma anche dal fatto che l’azienda è in possesso delle più ambite certificazione del settore di livello internazionale.

Glorioso, inoltre, ha ottenuto l’autorizzazione del Ministero della Salute per la produzione di prodotti senza glutine con decreto ministeriale del 14/04/2005 ai sensi della legge 111/92; collabora e ha in uso la spiga barrata dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia) e ha un laboratorio interno che effettua analisi microbiologiche e la quantificazione della gliadina.

La gamma dei prodotti senza glutine prevede sia prodotti a base di carne (freschi, surgelati; cotti, pronti da cuocere) a marchio Glorioso – come gli ormai rinomati involtini alla siciliana e i richiestissimi cordon bleu nonché gli arancini al ragù – che prodotti da forno (freschi, secchi e surgelati) a marchio Delizie Libere.

Principalmente distribuiti nelle farmacie e nei negozi specializzati, negli ultimi anni i prodotti senza glutine Glorioso sono disponibili anche nella GDO e ultimamente anche nel canale Ho.Re.Ca per il quale l’azienda ha sviluppato un apposito packaging monoporzione che elimina ogni rischio di contaminazione accidentale.

All’interno dell’azienda, il settore Ricerca e Sviluppo studia continuamente nuove tecnologie per formulare sempre nuovi prodotti freschi, secondi pronti e prodotti senza glutine e ogni fase è attentamente seguita da un laboratorio interno che svolge analisi sia strumentali che qualitative con valutazioni di gradimento espresse da panel test qualificati.

È con queste premesse che nascono i nuovi Cheese Burger e Chicken Burger surgelati Glorioso senza glutine.

Un fattore importante che caratterizza da sempre il nostro lavoro è il contatto diretto con i nostri clienti da cui traiamo ispirazione per la realizzazione di sempre nuove proposte da immettere sul mercato”. – spiega Pino Glorioso, Amministratore Unico dell’Azienda.

Viviamo in una società globalizzata in cui le abitudini alimentari si contaminano tra loro ed è inutile negare che pur non disdegnando i prodotti della tradizione italiana, le nuove generazioni sono sempre più attratte dalla ristorazione fast food. Così abbiamo deciso di intraprendere questa nuova sfida dimostrando che “fast” non è necessariamente sinonimo di “junk” ma si può realizzare un prodotto gustoso e di alta qualità andando incontro anche alle esigenze di chi, a causa della celiachia o altre intolleranze, spesso è costretto a rinunciare a qualche peccato di gola”.

Less is more: moda o salute?

Fra i prodotti salutistici, quelli che puntano sull’eliminazione di grassi, sostanze non salutari o possibili elementi incompatibili con le esigenze di alcuni consumatori stanno assumendo sempre più importanza. Lo evidenziano anche i dati presentati da Nielsen nel rapporto “Gli italiani e la buona tavola”.

I prodotti identificati come “less is more”, o alimenti “alleggeriti” spesso offrono un vantaggio per la salute, o almeno così vengono percepiti dai consumatori: il 35% di un panel di intervistati li ritiene infatti importanti per l’assenza di colesterolo, di grassi (29%), di sodio (29%), di zucchero (27%),di calorie (22%). Gli italiani, inoltre, sono interessati alle porzioni controllate (21%), senza carboidrati (18%), a basso contenuto di fruttosio (16%), senza caffeina (12%) e senza glutine (11%).

Un interesse che si traduce in precisi trend di mercato. Diversi prodotti presentati come leggeri e più facilmente digeribili sono cresciuti nell’ultimo anno.

Senza grassi
Il segmento sviluppa un giro d’affari totale di circa 25 milioni di euro, rappresentati in massima parte da patatine e formaggi. In entrambi i casi, il prodotto light o delattosato rappresenta il 4/5% del totale del mercato di riferimento. Nell’anno mobile terminante a marzo 2015 i formaggi hanno sviluppato un giro d’affari di 10 milioni di euro, con un incremento del 2% rispetto ai dodici mesi precedenti. Più netto l’incremento delle patatine light, che mettono a segno un +9% raggiungendo gli 11 milioni di fatturato.
Peccato che quattro fra i maggiori produttori del settore, San Carlo, Amica Chips, Pata, Ica Foods, siano stati pesantemente sanzionati dall’Antitrust per aver attribuito a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette.

Senza lattosio
I prodotti a ridotto contenuto di lattosio sviluppano complessivamente 477 milioni di euro di vendite, in crescita del 15% nei dodici mesi considerati. Il trend più dinamico è quello del latte di riso, con un incremento del 39% per un totale di 29 milioni di euro, seguito dal latte di soia con un +23% (103 milioni di euro) dal latte fresco microfiltrato ad alta digeribilità con un +11% (36 milioni di euro) e dal latte UHT alta digeribilità, che con un +9% totalizza 211 milioni di giro d’affari. Cala invece del 7% il latte fresco.

“Meno glutine”
La definizione del segmento data dal rapporto Nielsen è già emblematica della confusione che regna nel settore, visto che i dati considerati si riferiscono, giustamente, a pasta e biscotti senza glutine.
Il comparto registra un incremento globale del 31%, guidato appunto dai due segmenti citati. La pasta cresce del 33% attestatosi su un volume d’affari di 23 milioni di euro annui, contro gli 874 milioni della pasta di semola che registra una flessione dell’1%. I biscotti mettono a segno un +34% per un totale di 14 milioni di euro, contro i 993 milioni degli analoghi prodotti convenzionali, anch’essi in flessione dell’1 per cento.

I risultati delle patatine, che premiano sostanzialmente claim che non coincidono con il reale contenuto salutistico dei prodotti, indicano un comportamento “emozionale” di un consumatore fortemente influenzabile e poco attento, o poco capace, di leggere e interpretare le etichette degli alimenti.

L’attenzione alla salute è un fenomeno di moda? Lo lasciano supporre anche i dati del senza glutine, che superano di gran lunga quelli attesi in base all’incidenza della celiachia in Italia, che si attesta intorno all’1%.
Il caso degli Stati Uniti è emblematico: meno dell’1% della popolazione è celiaca, il 6% è ipersensibile o intollerante ma ben il 30% degli americani adulti sceglie di evitare il glutine. C’è addirittura chi parla di una “bolla” del senza glutine che finirà per sgonfiarsi. Di certo, siamo di fronte a un mercato gonfiato nelle dimensioni e nei prezzi, che nei prossimi anni dovrà stabilizzarsi su valori più attinenti alla realtà.

Cibi salutistici senza rinunce

Il 57% degli italiani si considera sovrappeso, mentre il 53% (era il 46% nel 2011) vorrebbe dimagrire. Tuttavia solo il 16% in media è fortemente propenso a pagare di più per prodotti salutistici e l’89% non è disponibile a sacrificare il gusto. Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla Nielsen Global Survey on Health Wellness and Nutrition condotta su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi, tra i quali l’Italia.

“Il tema della nutrizione – ha dichiarato Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia – rientra tra quelli più critici della nostra epoca. Facendo leva sul bagaglio di informazioni a disposizione, abbiamo messo a fuoco le abitudini alimentari dei consumatori sia a livello globale che nazionale. Il dato più rilevante che emerge è senz’altro quello di un nuovo approccio agli alimenti, caratterizzato da una sempre maggiore attenzione agli aspetti salutistici dei cibi. Questa si contestualizza nella consapevolezza che una giusta alimentazione sia lo strumento più adeguato per prevenire e gestire disfunzioni fisiche come l’eccesso di colesterolo, l’ipertensione, il diabete e l’obesità. E’ necessario quindi che produttori e distributori – ha aggiunto Fantasia – siano consapevoli di questo cambio di mentalità dei consumatori e mettano in atto politiche di sviluppo di nuovi prodotti, sempre più naturali e sempre meno processati. Il passaggio al nuovo tipo di alimentazione – ha concluso l’amministratore delegato di Nielsen – non può considerarsi scontato, sia dal punto di vista dell’offerta che da quello della domanda. Occorre intraprendere un percorso culturale, che porti all’adozione di modelli nutrizionali sempre più sostenibili e in sintonia con i trend demografici che contraddistinguono il nuovo millennio.”

Tra i tratti distintivi degli alimenti, sono state identificate tre macro-aree di offerta.

Back to basics
Tra le caratteristiche maggiormente ricercate dagli italiani troviamo i prodotti al 100% naturali (considerati importanti dal 45% della popolazione), senza coloranti artificiali (indicati dal 43%), OGM free (per il 42%), fatti con vegetali/frutta e senza aromi artificiali (36%), ricchi di fibre (30%), biologici e con aromi naturali (26%).
A conferma di questo interesse, i cibi biologici hanno fatto registrare nel 2014 un fatturato pari a 866 milioni di euro, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente, lo zucchero di canna 51 milioni di euro con un +16% e il miele 116 milioni di euro, con un +6%. Questi dati si collocano in evidente controtendenza rispetto al resto del grocery, costituendo un driver per il ritorno al consumo di qualità degli italiani.

Less is more
I prodotti “alleggeriti” spesso offrono un vantaggio per la salute; è molto importante l’assenza di colesterolo nei cibi (per il 35% degli intervistati), di grassi (29%), di sodio (28%), di zucchero (27%), di calorie (22%). Gli italiani, inoltre, sono interessati alle porzioni controllate (21%), senza carboidrati (18%), a basso contenuto di fruttosio (16%), senza caffeina (12%), senza glutine (11%).
Diversi prodotti leggeri e più facilmente digeribili sono cresciuti nell’ultimo anno: patatine e formaggi light (fatturato pari a 25 milioni di euro, +10%), latte senza lattosio (477 milioni di euro, +15%) e lavorati senza glutine (101 milioni di euro, +31%). In particolare, l’aumento del consumo di patatine è anche conseguenza della tendenza degli italiani a organizzare momenti di svago in casa, effetto dei tagli nelle spese per l’intrattenimento fuori casa dovuti alla crisi.

More is more
Avere “di più” di alcuni nutrienti è importante, in particolare gli ingredienti integrali (caratteristica ritenuta rilevante dal 22% del campione), prodotti arricchiti di calcio (19%), a valore elevato di proteine e vitamine (18%), fortificati con minerali (16%), ricchi di grassi insaturi (15%), con considerevole presenza di micronutrienti (11%).
Nelle vendite si è misurato un incremento degli integratori, che hanno generato nel 2014 un fatturato di 232 milioni di euro (+3%), e di cibi integrali (un volume di vendite a valore di 307 milioni di euro, +11%). Anche in questo caso si tratta di valori anticiclici rispetto al periodo preso in esame, spiegabile con una emergente tendenza degli italiani a scegliere prodotti di qualità, nonostante la congiuntura economica negativa.

Per ciò che concerne le strategie per perdere peso, si legge nella ricerca, il 75% intende cambiare la dieta (era l’83% nel 2011), il 73% fare esercizi fisici (54% nel 2011).
Tra i cambiamenti più diffusi nella dieta, emerge ancora dalla ricerca, la lotta ai grassi rimane la priorità assoluta con il 64% delle risposte. Si riscontra, invece, un calo della popolazione che intende rinunciare a cioccolato e prodotti zuccherati: nel 2011 il 65% degli intervistati, nel 2014 “solamente” il 44%.

Opportunità individuate da Nielsen derivanti dall’orientamento ai cibi naturali
Quello del cibo come fonte di benessere è un trend in crescita, che offre vantaggi non solo a produttori e distributori, ma alla società in generale.
Innovare e investire sulla diffusione di prodotti che forniscono benefici legati alla salute è dunque una strategia vincente. Ne è un esempio la crescente diffusione di stevia, dolcificante naturale utilizzato al posto dell’aspartame, e la diffusione di prodotti a base di mais e riso.
Si rende necessaria una comunicazione chiara e trasparente per raggiungere il consumatore con un messaggio credibile e verificabile: non solo etichette, ma anche un impegno diretto del produttore e del distributore possono portare un valore aggiunto.
In ultimo, occorre monitorare l’incremento dei canali distributivi specializzati in prodotti naturali e biologici e lo spazio a scaffale della GDO, che va presidiato per portare al consumatore quei prodotti richiesti sempre più per il proprio benessere.

La spesa per tutta la famiglia

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All’interno degli oltre 100 punti di vendita in Veneto e nella provincia di Ferrara, l’insegna della GDO Alì supermercati offre ai clienti con intolleranze alimentari la possibilità di effettuare la spesa scegliendo tra prodotti privi di glutine, di latte, lattosio e di uova, evidenziati con appositi cartellini e caratterizzati dai claim “Libertà di mangiare No Glutine” oppure “Libertà di mangiare No Uova” e così via.  Sono evidenziati in questo modo sia i prodotti creati per coloro che non possono assumere glutine, uova, latte e tattosio, sia quelli che non nascono appositamente per le persone intolleranti o allergiche (sono evidenziati a scaffale tanto gli yogurt che non contengono glutine quanto i panificati che prodotti appositamente per i celiaci).
Le segnalazioni al consumatore sono fatte sulla base della presenza del prodotto nel Registro degli alimenti destinati a un’alimentazione particolare del Ministero della Salute, alcune sulla base delle certificazioni richieste dall’insegna alle aziende o delle indicazioni presenti in etichetta e altre per la presenza dei prodotti nel prontuario redatto da AIC.

Al momento, sono presenti nell’insegna oltre 1.000 referenze per esigenze alimentari specifiche, di cui circa 80 sono costituite da prodotti erogabili per i celiaci. “La nostra insegna fa gesti concreti per le esigenze alimentari fin dal 2005 – spiega Federico Paolo Ronchi, category manager di Alì Spa responsabile progetto Libertà di Mangiare – numerose  famiglie cominciarono a chiederci di inserire in assortimento dei prodotti che potessero essere consumati serenamente da tutti”. In questi anni, l’attenzione dell’azienda nei confronti delle  esigenze alimentari è sempre cresciuta e non solo incrementando l’assortimento dei prodotti, ma creando anche altre iniziative. Un esempio è dato dalla collaborazione con AIC Veneto per la Maratona di S. Antonio, per cui dal 2011 podisti celiaci possono prenotare in tutti i negozi Alì e Alìper una sacca ristoro contenente articoli idonei da ritirare il giorno della maratona presso lo Stand di AIC Veneto.

Da Luglio 2011, inoltre, Alì supermercati ha iniziato a ritirare i buoni per i celiaci emessi dalle ULSS della Regione Veneto, come spiega Ronchi: “Inizialmente avevamo abilitato 5 negozi, oggi, dopo le numerosissime richieste dei clienti, i punti vendita abilitati sono 5 nella provincia di Padova, 3 in quella di Vicenza, 3 su Treviso, 3 nella provincia di Venezia, 2 in quella di Rovigo e 1 su Verona per un totale di 17 negozi”. L’intento dell’insegna è quello estendere il servizio di ritiro buoni a un numero sempre maggiore di negozi (entro novembre dovrebbe arrivare l’autorizzazione per attivare il servizio in altri 2 punti di vendita) e aumentare ancora le referenze rimborsabili.

La GDO ha dei vantaggi unici come l’ampio assortimento, costituito non solo dai prodotti dietoterapici ma anche da quelli naturalmente privi di glutine. Inoltre, il prezzo concorrenziale muove la preferenza di molti consumatori, come sostiene Ronchi: “Conviene effettuare la spesa di prodotti No Glutine e rimborsabili presso i nostri punti vendita, perché si può fare la spesa per tutta la famiglia senza doversi recare in più strutture. La nostra mission è offrire La qualità al Miglior Prezzo“. Poi ci testimonia che il No Glutine è uno dei pochi mercati che incrementa a due cifre e aggiunge: “Da quando ritiriamo i buoni per celiaci abbiamo avuto un incremento delle vendite di tutti i prodotti privi di glutine e non solo dei prodotti rimborsabili: i clienti sanno che da noi possono trovare tutto ciò che serve per fare una spesa completa”. Le vendite dei prodotti erogabili sono aumentate del 18% rispetto al 2012 e su alcuni prodotti presenti sul prontuario AIC e non erogabili le vendite hanno registrato un aumento medio del 15% con picchi del 38%.

Quello delle alimentazioni con esigenze specifiche è un settore in continua evoluzione che necessita di attenzione e di un monitoraggio costante. In Alì si muovono in questo modo: “La categoria del No Glutine viene riesaminata più volte l’anno: monitoriamo periodicamente le vendite e sostituiamo quei prodotti che non performano come prefissato, inserendo quelli che promettono bene”. In questo modo, sugli scaffali finiscono i prodotti che i clienti richiedono a gran voce e che vengono premiati per la loro costanza dalle iniziative di scontistica che l’insegna pianifica in alcuni momenti dell’anno, compatibilmente con le possibilità di questo mercato. Aggiunge Ronchi: “Questi prodotti hanno una marginalità molto bassa che ci consentono di fare dei tagli prezzo solamente due-tre volte l’anno. Con alcuni fornitori stiamo creando delle collaborazioni regalando degli assaggi in monoporzione ai clienti celiaci in modo da far provare i prodotti che abbiamo in vendita e raccogliere il riscontro dei nostri consumatori”. Conclude Ronchi: “Il progetto libertà di Mangiare è in continua evoluzione, nei prossimi mesi inizieremo la ricerca di nuovi prodotti adatti ad altre esigenze alimentari particolari, in quanto la nostra volontà è quella di dare un assortimento sempre più ampio e profondo così da soddisfare i bisogni di tutti i nostri clienti”.

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