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Molino Dallagiovanna, il gusto senza glutine è ora anche senza lattosio

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L’azienda, per venire incontro alle esigenze di celiaci, intolleranti, professionisti e/o amatori che desiderano utilizzare prodotti alternativi o variare la propria dieta, ha realizzato una gamma di preparati senza glutine e senza lattosio specifici per ogni settore dell’Arte Bianca. Molino Dallagiovanna, produce anche farine tradizionali, di differenti tipologie per la panificazione, la pasticceria, la ristorazione e la pizzeria.

La gamma #free è composta da due linee. Senza Glutine declinata in cinque preparati ideali per la realizzazione di: Pasta Fresca, Pane&Pizza, Torte&Biscotti, Dolci Fritti, Dolci Lievitati. L’altra è Senza Glutine e Senza Lattosio, composta da 3 preparati: Pasta Fresca, Pasta Integrale con il Teff,  Pane&Pizza.

“Abbiamo creato un marchio – spiega la Marketing Manager Sabrina Dallagiovanna – che si avvicini e rispecchi la nostra filosofia aziendale, ossia quella di Far farina, un’arte e una passione, anche per quanto riguarda il #freefrom. L’obiettivo è quello di mantenere la stessa qualità, facilità di lavorazione, attenzione nella scelta delle materie prime che compongono questi preparati per offrire a chi le utilizza gusto e caratteristiche simili alle farine tradizionali, il tutto sempre in stile Dallagiovanna, mettendoci la faccia: le nostre campagne pubblicitarie vedono infatti due membri della famiglia in veste di attori, Sherlock e Watson Dallagiovanna: i detective della farina che, indagine dopo indagine riportano ordine nelle case o laboratori dei vari utilizzatori, cercando il modo per unire tradizione e necessità. Il claim della linea Senza Glutine infatti è Un delitto non provarle”.

La marketing manager spiega inoltre le attente scelte di canale, che consentono a Molino Dallagiovanna di presidiare il mercato con ottimi risultati. “Per quanto riguarda il professionista, lavoriamo attraverso il Food Service, quindi attraverso grossisti e agenti che rivendono i nostri prodotti. Per quanto riguarda il privato lavoriamo attraverso le farmacie, i negozi specializzati e il nostro ecommerce. Sicuramente per quanto riguarda le farmacie e i negozi specializzati il principale punto di forza di entrambi è la competenza del personale presente; il cliente si sente sicuro e rassicurato dai consigli e dalla conoscenza delle esigenze nutrizionali del celiaco e delle pratiche burocratiche sulla consegna dei buoni. Inoltre all’interno di queste attività c’è sempre molto interesse e si predilige la novità verso prodotti nuovi, talvolta si fanno anche assaggiare e questo porta il cliente a sentirsi sicuro e coccolato. Svantaggio maggiore è il prezzo; punto di forza invece della GDO dove, si ha un assortimento ridotto rispetto al negozio specializzato ma il prezzo dei prodotti è sicuramente più vantaggioso rispetto agli altri due. Punto di debolezza invece è la poca conoscenza degli addetti alle vendite sui prodotti senza glutine e l’incapacità a volte di poter consigliare sui vari prodotti presenti. Il cliente, si sente meno malato ad acquistare in un supermercato ma anche meno coccolato. La farmacia e il negozio specializzato forniscono al cliente e/o prospect un servizio che gli altri canali non offrono ossia, come già detto prima, la conoscenza del prodotto venduto con la possibilità del personale del negozio di dedicarsi al cliente consigliandolo e rassicurandolo sulle scelte di acquisto”.

 

La distribuzione dei prodotti Molino Dallagiovanna non trascura il canale horeca, dove l’azienda è presente sia direttamente che attraverso i vari grossisti e/o rivenditori di zona, o intervenendo direttamente dove non ci sia una copertura di zona.

Il costo del prodotto è chiaramente rapportato alla qualità e il consumatore che acquista farine Molino Dallagiovanna è consapevole di acquistare un preparato eccellente.  “E’ vero – spiega Sabrina Dallagiovanna – il nostro prodotto #free rispetto al tradizionale costa di più. E’ anche vero che comporta più ingredienti: farina di riso, mais ecc; una ricettazione diversa per ogni prodotto della gamma e un’accurata selezione delle materie prime che compongono questi preparati. Inoltre i continui test sia nel laboratorio di analisi che nel laboratorio d’Arte Bianca per avere un prodotto sempre costante e il più simile possibile alla farina tradizionale. Dove c’è qualità ci sono anche dei costi”.

L’azienda è anche molto attenta alla comunicazione. “Per quanto riguarda il professionista, diamo la possibilità di avere delle consulenze da parte dei nostri tecnici che supportano il cliente per la realizzazione dei vari prodotti; le riviste di settore; corsi professionali e non; workshop; fiere ed eventi; sponsorizzazione di scuole; libri di cucina senza glutine, Newsletter, i Social Media, il nostro sito, scontistiche e promozioni. Organizziamo attraverso i nostri agenti/grossisti/clienti diretti anche degli incontri, che possono essere Demo, Showcooking.. per poter mostrare all’utilizzatore finale come usare i nostri prodotti”.

Al Gluten Free Expo 2016 Molino Dallagiovanna presenta la gamma Senza Glutine e Senza Lattosio. Viene inoltre sottolineato il lavoro che viene costantemente svolto sui preparati esistenti. Per esempio, è stata recentemente rivista la ricettazione del prodotto per torte & biscotti, da cui è stata eliminato la soia: è stata ideata una ricetta con le stesse caratteristiche di lavorazione e gusto della precedente, togliendo quindi un ulteriore allergene. E’ inoltre in corso un nuovo restyling della gamma prodotti.

 

NOME E RAGIONE SOCIALE: MOLINO DALLAGIOVANNA G.R.V. SRL

INIZIO ATTIVITÀ: 1832

COMPARTI: senza glutine, senza lattosio

GAMMA: Senza Glutine: Pane e pizza, pasta fresca, torte e biscotti, dolci fritti e dolci lievitati; Senza Lattosio: Pane e Pizza, Pasta Fresca e Pasta integrale con il Teff

CANALI DISTRIBUTIVI: Horeca, Food Service; Retail; negozi specializzati; farmacie ADDETTI: 50 ca

SEDI PRODUTTIVE: 1

CERTIFICAZIONI: Iso9001; IFS; BRC; Kosher; Biologico

MARCHI: Molino Dallagiovanna; Senza Glutine; Uniqua; Oltregrano

SITO: www.dallagiovanna.it

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Il boom del free from nel carrello della spesa

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Il convegno Mangiaregiusto 2016 tenutosi il 6 ottobre scorso a Milano, ha evidenziato come nuovi valori di consumo influenzino gli acquisti degli italiani: consapevolezza, razionalità, naturalità, salubrità, benessere, sostenibilità, socializzazione. L’attenzione a questi valori, unita a esigenze di consumo dettate esigenze particolari, portano a una forte crescita di prodotti con caratteristiche specifiche, sempre più ricercati da consumatori che cercano informazioni sul prodotto, si confrontano, conoscono le caratteristiche degli alimenti che sccelgono. I dati presentati da Alessia Fraulino di Iri evidenziano trend molto interessanti:

  • integrale +19% (442 milioni di euro)
  • soia +9,7% (348 milioni di euro)
  • cereali +6,9% (833 milioni di euro)
  • biologico +22,4% (1.2012 milioni di euro)

(dati Iper+Super+Libero servizio, anno mobile terminante ad agosto 2016)

Il biologico, in particolare, da mercato di nicchia è diventato un vero e proprio fenomeno, grazie anche a una filiera di punti vendita specializzati. Ma anche la Gdo sta leggendo e cavalcando questa opportunità, al punto che la quota della private label è più che doppia rispetto alla loro quota nel totale alimentare.

A crescere nel canale moderno sono anche i prodotti funzionali, con 2.692 milioni di euro di giro d’affari, per un +4,4 per cento. Fra questi, i prodotti “con” si attestano sui 670 milioni di euro (+1,4%) mentre i prodotti “senza” arrivano a 2.022 milioni di euro con un incremento del 5,1 per cento.

Le intolleranze alimentari generano una crescita a due cifre per i prodotti senza glutine “ristretto” (esclusi cioè i prodotti naturalmente senza glutine) e senza lattosio.

  • senza glutine ristretto +22% (175 milioni di euro)
  • senza lattosio +18% (393 milioni di euro)
  • light (senza/bassi in grassi, light) +0,4% (1.145 milioni di euro)
  • senza sale -2,7% (60 milioni di euro)
  • altri senza +0,5% (248 milioni di euro)

Di particolare interesse il mercato del senza glutine, cresciuto di oltre il 20% negli ultimi tre anni, con i primi tre attori del mercato (Molino di Ferro, Schaer e Galbusera) che sviluppano il 38% del totale giro d’affari. Barilla amplia l’offerta, lanciando, dopo la pasta senza glutine, sei referenze nel panificato: biscotti, cracker, farine e merendine). Crescono sotto la media (+7%) le marche del distributore che valgono il 13% del totale.

Molto più concentrato il mercato del senza lattosio, con i primi tre attori che sviluppano il 75% del totale del giro d’affari. Il tasso di crescita è mediamente del 16%, con una quota del 4% delle private label che crescono del 18 per cento. Particolarmente dinamico è il segmento dei formaggi, con una decina di referenze in più sul mercato nell’ultimo anno.

E’ probabilmente anche il successo dei prodotti senza lattosio a frenare la crescita dei prodotti a base di soia che, pur sempre con trend positivi, vede un rallentamento consistente nell’andamento delle vendite. Questo non scoraggia però gli operatori e un big come Granarolo entra nel segmento con il lancio di una linea 100% vegetale (bevande, yogurt, gelati, ecc) affiancandosi a Valsoia, Alpro Soya e Natura Nuova che coprono il 67% del totale del giro d’affari, ma mostrano un trend mediamente negativo.

In generale si riscontra comunque negli ultimi tre o quattro anni una forte attenzione da parte delle aziende top dell’alimentare nell’investire in questo settore lavorando sull’ampliamento dell’offerta.

Sono disponibili gli atti del Convegno Mangiaregiusto 2016. Per info e approfondimenti: marketing@mangiaregiusto.it

 

Mangiaregiusto 2016, canali e mercati a confronto sul free from

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Gli ultimi anni hanno registrato un vero e proprio boom nell’interesse per i prodotti free from sul mercato. Un comparto in realtà composto da mercati molto diversi fra loro, inseriti a loro volta in canali con particolari specificità.

Di questo si  parlato il 6 ottobre a Mangiaregiusto 2016, partendo da un’attenta analisi dei dati di mercato forniti da IRI e da Quintiles IMS:

Food e farmacia, un rapporto difficile

Il boom del free from nel carrello della spesa

I dati al consumo dei due istituti di ricerca sono stati arricchiti dall’importante contributo di Juri Piceni, AD Exmedia – Gruppo Rimini Fiera, che ci ha fornito il punto di vista delle aziende con un’anticipazione dell’Osservatorio nazionale sul comparto alimentare senza glutine che verrà presentato ufficialmente al Gluten Free Expo.

Nel suo intervento Juri Piceni ha annunciato la novità del Lactose Free Expo, l nuova manifestazione fieristica dedicata al mercato dei prodotti senza lattosio che a novembre 2017 affiancherà il Gluten Free Expo.

E proprio sul senza lattosio ci siamo ulteriormente soffermati con Eleonora Zeni, co-founder di Ellefree e responsabile comunicazione di Aili, Associazione Italiana Latto-Intolleranti. Ellefree ha ideato e realizzato il primo marchio italiano che identifica i prodotti destinati a soggetti intolleranti al lattosio.

E’ seguito il confronto con rappresentanti di categorie di consumatori con esigenze diverse. Valeria Invernizzi e Rachele Cesaroni, presidente e vicepresidente di Cibo Amico hanno spiegato la complessità della gestione delle problematiche di soggetti con allergia alimentare, in particolare nella ristorazione scolastica. Carmen Nicchi Somaschi, Presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana e Alessandro Tulli, Responsabile commerciale di VeganOk hanno fatto il punto sulla certificazione dei prodotti vegan e vegetariani, mentre Chiara Scaglione, della segreteria del marchio spiga barrata ha illustrato le caratteristiche della certificazione Aic.

La tavola rotonda ha poi visto il confronto con diversi operatori che hanno portato la testimonianza dell’attività in vari canali distributivi: Stefano Passerini, responsabile acquisti della categoria dietetico-salutistico di Aspiag Service per la Gdo, Jonatha Guglielmi, responsabile commerciale di Mamey-Senzaglutine per le catene specializzate, Fabio Ramaroli, presidente di AINC, Associazione Italiano Negozi Celiachia, per  gli specializzati, Barbara Valentini, Responsabile Nutrizione Igiene degli Alimenti Markas, per la ristorazione collettiva.

Il dibattito ha visto un forte coinvolgimento della platea, con una forte attenzione soprattutto sul tema della tutela del consumatore. In particolare nell’ambito del senza glutine sono state sollevate molte domande, e il tema verrà ripreso e approfondito nel corso dell’incontro che Mangiaregiusto organizza a Gluten Free Expo dal titolo Marketing del Gluten Free. Dalle certificazioni al food storytelling (Rimini, Gluten Free Expo, Sala Tiglio 1, 21 novembre ore 15),

Sono disponibili gli atti del Convegno Mangiaregiusto 2016. Per info e approfondimenti: marketing@mangiaregiusto.it

Ellefree certifica il senza lattosio

L’idea di creare un Marchio che identifichi i prodotti e i servizi senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati nasce da una forte richiesta sociale emersa ed individuata grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti Onlus (AILI).

AILI è il riferimento nazionale per gli intolleranti al lattosio ed ha riscontrato nel corso delle sue attività e dei suoi studi l’esigenza reale di reperire con facilità e sicurezza prodotti alimentari e farmaceutici idonei ai consumatori intolleranti al lattosio. AILI collabora e partecipa attivamente alla realizzazione di questo progetto.

ELLEFREE srl ha ideato e realizzato il primo Marchio italiano e comunitario che identifica i prodotti e/o i servizi destinati ai soggetti intolleranti al lattosio denominato “Lfree”.

L’innovatività di questo progetto non risiede solo nell’aver sviluppato un Marchio collettivo e figurativo, ma anche nell’aver elaborato e redatto per la prima volta un Disciplinare ad alto valore tecnologico che correda il Marchio Lfree.

Il suddetto documento tecnico-scientifico illustra e definisce i requisiti minimi più corretti e cautelativi che un prodotto deve possedere per essere definito senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati.

ELLEFREE srl mira inoltre a valorizzare le Eccellenze Italiane che esportano i propri prodotti all’estero, offrendo così la possibilità di dare un valore aggiunto al loro Made in Italy con un Marchio riconosciuto non solo in Italia, ma anche in tutti i 28 Stati Membri della Comunità Europea.

La scientific opinion pubblicata dall’EFSA stima che circa il 50% della popolazione italiana sia intollerante al lattosio, dato in continua crescita. Nell’Europa meridionale i soggetti che presentano tale difetto sono circa il 40-60%, nell’Europa centrale la percentuale si aggira attorno al 30%, mentre nell’Europa settentrionale si attesta che sia molto meno frequente, attorno al 5-10%.

Il fenomeno delle allergie, delle intolleranze alimentari e della corretta alimentazione è quanto mai attuale e di particolare attenzione sociale, ma allo stesso tempo, si riscontra una grande confusione in materia di etichettatura dei prodotti.

I prodotti alimentari e farmaceutici contenenti lattosio e/o latte e derivati non riportano nell’elenco degli ingredienti esclusivamente il termine “lattosio” o “latte”: è facile ritrovare terminologie differenti tra le quali latte in polvere, latticello, siero di latte, zuccheri del latte, burro anidro, lattosio monoidratato (utilizzato come eccipiente nei farmaci) che contengono lattosio e che sono circa equivalenti dal punto di vista della quantità stessa.

Il risultato è la difficoltà di lettura in fase di acquisto da parte del consumatore delle etichette e degli ingredienti, con il rischio di incorrere in errori che si ripercuotono in malesseri e disturbi con un disagio sociale per la persona.

Risulta quindi determinante la conoscenza da parte del soggetto intollerante al lattosio delle caratteristiche qualitative dei prodotti e dei servizi contrassegnati dal Marchio Lfree che promuove e sostiene il marketing.

La certificazione Lfree posiziona, valorizza e differenzia i prodotti senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati sul mercato garantendo al consumatore finale qualità, sicurezza, affidabilità e una corretta informazione.

Lfree è sinonimo di una garanzia necessaria per il consumatore intollerante al lattosio.

Il Marchio Lfree rappresenta un indicatore decisivo, di impatto immediato, di sicurezza e di idoneità del prodotto alla propria dieta.

Il simbolo Lfree diventa importante qualora ci sia il bisogno di veicolare l’informazione positiva che un prodotto è senza lattosio e/o senza latte e derivati.

 

Come le Aziende possono utilizzare il Marchio.

Il simbolo viene rilasciato in concessione d’uso non esclusiva per un anno, rinnovabile ad ogni scadenza per il triennio successivo.

Il Marchio può essere concesso non solo ai prodotti sostitutivi senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati ma anche a tutti i prodotti alimentari del libero commercio di categorie a rischio di contenere lattosio e/o latte e derivati (salumi, gelati, sughi, salse, preparati per brodo, integratori alimentari, ecc.), purché ne sia stata preventivamente accertata l’idoneità al consumatore intollerante al lattosio.

Una volta ottenuta la concessione, il Marchio potrà essere utilizzato sul packaging e su pubblicazioni/pubblicità inerenti i prodotti licenziatari dello stesso.

Tutti i prodotti a Marchio Lfree verranno pubblicati sul sito www.associazioneaili.it e comunicati ai soci AILI.

 

I requisiti di concessione.

Il Disciplinare per la concessione del Marchio Lfree riporta una serie di criteri che l’Azienda deve possedere ed applicare per assicurare il rispetto del requisito senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati; a tal fine deve anche assicurare che siano applicati come pre-requisito tutti gli aspetti normativi per l’igiene e la sicurezza alimentare.

 

Locale Informato Lfree-AILI

Congiuntamente alla certificazione di prodotto ELLEFREE srl ha ideato e messo a punto il progetto “Senza Lattosio Fuori Casa”, ovvero poter mangiare in locali (ristoranti, pizzerie e similari, B&B, hotel, gelaterie, bar, laboratori artigianali) che sono stati formati/informati sul mondo del senza lattosio o senza lattosio, latte e derivati e offrono una selezione di prodotti senza idonei alle esigenze alimentari dell’intollerante al lattosio.

Tutto questo per fornire, per la prima volta, un servizio unico nel suo genere e idoneo al consumatore intollerante al lattosio.

Gli esercizi identificati con la vetrofania Lfree saranno comunicati direttamente agli intolleranti al lattosio, grazie alla collaborazione con AILI e saranno esposti sul sito www.associazioneaili.it.

“I nostri progetti – spiegano in Ellefree – sono finalizzati a migliorare la qualità di vita degli intolleranti al lattosio, sensibilizzare la società ed Istituzioni ed aumentare il numero di diagnosi e infine finanziare progetti di ricerca sull’intolleranza al lattosio”.

 

Gluten Free Expo 2016

ELLEFREE srl ed AILI hanno deciso di partecipare al Gluten Free Expo data l’importanza di questa fiera per offrire alla persona intollerante al lattosio una consulenza professionale, una risposta ad ogni piccolo dubbio o domanda con uno stand attrezzato, offrire anche la possibilità di fare il test genetico per diagnosticare l’intolleranza al lattosio permanente o la predisposizione a questa intolleranza.

Esporre al GFE ha per AILI un’importanza superiore data la stretta correlazione tra celiachia e intolleranza al lattosio, dove il team di AILI sta facendo un’ingente opera di sensibilizzazione e informazione sul tema con il prezioso aiuto di AIC.

Grazie alla stretta collaborazione con questa manifestazione vi invitano ad uno showcooking il 20 Novembre 2016 dove, con la collaborazione di uno chef nazionale, faranno capire che si può mangiare con gusto senza lattosio e senza glutine.

E quale migliore occasione per presentare per la prima volta a livello nazionale il Marchio Lfree, Lunedì 21 Novembre 2016.

ELLEFREE srl ha quindi ideato un metodo innovativo che coniuga per la prima volta la rigorosità scientifica con una comunicazione chiara e di impatto nel mondo del senza lattosio.

“La nostra mission? – concludono da Ellefree – Soddisfare le esigenze di tutti: aziende, consumatori intolleranti al lattosio… e non solo!”

 

Libera, tutto il gusto senza lattosio

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La Caseifici Srl con il marchio “LIBERA” è stata senz’altro la precursore della linea del senza lattosio in Italia. Inizia il suo cammino nel 2007 partendo da una gamma di solo due prodotti, come il Bocconcino di mozzarella da 100g e una mozzarella “Mattarello” da 250g per uso in cucina.
L’alta qualità dei suoi prodotti e un brand accattivante , la fanno presto notare sul mercato della grande distribuzione Italiana.

Negli anni, la sua gamma si arricchisce di nuovi prodotti, come Ciliegine di mozzarella, Scamorza Bianca, Scamorza Affumicata, Burrata, Cacioricotta, Burro senza lattosio con Omega-3, Ricotta, Mozzarella di Bufala e “Bell’e pronta” una fetta di scamorza affumicata già pronta per essere posta in padella,piastra o in griglia, una vera novità per il settore.

Il Claim di comunicazione di Libera che compare sulle nostre pubblicità è “libera dal lattosio“.

“Tutti i prodotti Libera – spiega il Direttore Commerciale Michele Parrotta – sono presenti nel settore libero servizio di diverse insegne della grande distribuzione organizzata, specializzati, farmacie, parafarmacie. Inoltre, per quanto riguarda il settore Horeca/ristorazione l’azienda è presente nel circuito metro Italia cash and carry“.

“Sul fronte della ristorazione collettiva e mense scolastiche – lamenta Parrotta – soffriamo invece la presenza di una forte concorrenza da parte di aziende straniere, che possono contare su un prezzo del latte e dei suoi derivati assai più basso di quello italiano, penalizzando fortemente tutto il made in Italy del settore“.

L’azienda comunica con i buyer attraverso riviste specializzate, mentre per i consumatori è presente con proposte promozionali attuate dalle singole insegne distributive

Libera è inoltre presente con i propri prodotti nei più importanti eventi fieristici italiani, proponendo sempre novità nel settore del senza lattosio. A fine 2016 la linea si arricchi di due nuovi prodotti di sicuro interesse da parte dei consumatori che, sin dal 2007 premiano l’azienda scegliendo Libera come loro brand di fiducia.

www.liberadallattosio.it

www.quesosinlactosa.es

www.withoutlactose.com

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Free from: dove va il mercato?

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Il numero di consumatori che – per scelta o per specifiche esigenze alimentari – acquista prodotti “free” è in aumento e il mercato è in crescita costante in Gdo, in farmacia, nelle insegne specializzati, nel normal trade e anche nel canale horeca.

L’industria alimentare, la ristorazione e i distributori sono impegnati nello sviluppo di nuovi prodotti/servizi alimentari per l’inclusione sociale e la promozione della qualità di vita dei soggetti con esigenze specifiche.

Facciamo il punto sulle prospettive del mercato, sulle dinamiche dei diversi canali e sulle strategie vincenti al nostro convegno a Milano, 6 ottobre 2016.

Programma e info per l’iscrizione nella nostra sezione APPUNTAMENTI

Less is more: moda o salute?

Fra i prodotti salutistici, quelli che puntano sull’eliminazione di grassi, sostanze non salutari o possibili elementi incompatibili con le esigenze di alcuni consumatori stanno assumendo sempre più importanza. Lo evidenziano anche i dati presentati da Nielsen nel rapporto “Gli italiani e la buona tavola”.

I prodotti identificati come “less is more”, o alimenti “alleggeriti” spesso offrono un vantaggio per la salute, o almeno così vengono percepiti dai consumatori: il 35% di un panel di intervistati li ritiene infatti importanti per l’assenza di colesterolo, di grassi (29%), di sodio (29%), di zucchero (27%),di calorie (22%). Gli italiani, inoltre, sono interessati alle porzioni controllate (21%), senza carboidrati (18%), a basso contenuto di fruttosio (16%), senza caffeina (12%) e senza glutine (11%).

Un interesse che si traduce in precisi trend di mercato. Diversi prodotti presentati come leggeri e più facilmente digeribili sono cresciuti nell’ultimo anno.

Senza grassi
Il segmento sviluppa un giro d’affari totale di circa 25 milioni di euro, rappresentati in massima parte da patatine e formaggi. In entrambi i casi, il prodotto light o delattosato rappresenta il 4/5% del totale del mercato di riferimento. Nell’anno mobile terminante a marzo 2015 i formaggi hanno sviluppato un giro d’affari di 10 milioni di euro, con un incremento del 2% rispetto ai dodici mesi precedenti. Più netto l’incremento delle patatine light, che mettono a segno un +9% raggiungendo gli 11 milioni di fatturato.
Peccato che quattro fra i maggiori produttori del settore, San Carlo, Amica Chips, Pata, Ica Foods, siano stati pesantemente sanzionati dall’Antitrust per aver attribuito a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette.

Senza lattosio
I prodotti a ridotto contenuto di lattosio sviluppano complessivamente 477 milioni di euro di vendite, in crescita del 15% nei dodici mesi considerati. Il trend più dinamico è quello del latte di riso, con un incremento del 39% per un totale di 29 milioni di euro, seguito dal latte di soia con un +23% (103 milioni di euro) dal latte fresco microfiltrato ad alta digeribilità con un +11% (36 milioni di euro) e dal latte UHT alta digeribilità, che con un +9% totalizza 211 milioni di giro d’affari. Cala invece del 7% il latte fresco.

“Meno glutine”
La definizione del segmento data dal rapporto Nielsen è già emblematica della confusione che regna nel settore, visto che i dati considerati si riferiscono, giustamente, a pasta e biscotti senza glutine.
Il comparto registra un incremento globale del 31%, guidato appunto dai due segmenti citati. La pasta cresce del 33% attestatosi su un volume d’affari di 23 milioni di euro annui, contro gli 874 milioni della pasta di semola che registra una flessione dell’1%. I biscotti mettono a segno un +34% per un totale di 14 milioni di euro, contro i 993 milioni degli analoghi prodotti convenzionali, anch’essi in flessione dell’1 per cento.

I risultati delle patatine, che premiano sostanzialmente claim che non coincidono con il reale contenuto salutistico dei prodotti, indicano un comportamento “emozionale” di un consumatore fortemente influenzabile e poco attento, o poco capace, di leggere e interpretare le etichette degli alimenti.

L’attenzione alla salute è un fenomeno di moda? Lo lasciano supporre anche i dati del senza glutine, che superano di gran lunga quelli attesi in base all’incidenza della celiachia in Italia, che si attesta intorno all’1%.
Il caso degli Stati Uniti è emblematico: meno dell’1% della popolazione è celiaca, il 6% è ipersensibile o intollerante ma ben il 30% degli americani adulti sceglie di evitare il glutine. C’è addirittura chi parla di una “bolla” del senza glutine che finirà per sgonfiarsi. Di certo, siamo di fronte a un mercato gonfiato nelle dimensioni e nei prezzi, che nei prossimi anni dovrà stabilizzarsi su valori più attinenti alla realtà.

Le bontà di Edo, fedele dalla prima edizione

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A marchio Le bontà di Edo, i celiaci lo sanno bene, si realizzano esclusivamente prodotti senza glutine, dolci e salati, freschi, secchi e surgelati.

Grazie a una lavorazione 100% artigianale e all’impiego di materie prime selezionate e tutte italiane, la gamma di prodotti si è ampliata e comprende oggi moltissime referenze, molte delle quali anche senza lattosio. Panini, pizza, gnocchi, ravioli, frollini, crostatine, baci di dama, ma anche panettone e pandoro di produzione artigianale, priva di conservanti. Racconta il titolare Edoardo Fasce: “Stiamo lavorando per distribuire in modo ancora più capillare i nostri prodotti e coprire tutto il territorio nazionale”.

Con il consumatore Le bontà di Edo comunica tramite internet e restano delle valide vetrina il sito internet e l’e-shop, mentre i prodotti sono reperibili in negozi specializzati e farmacie. Racconta Edoardo Fasce, presente al Gluten Free Expo fin dalla prima edizione: “Siamo lieti di poter proporre ai visitatori della fiera anche i nostri ravioli, dei quali andiamo molto fieri”. Si tratta di pasta all’uovo farcita, disponibile in  ben dieci varianti di ripieno, ovvero carne, ricotta e spinaci, ricotta e basilico, funghi, salmone, zucca, oca, salsiccia e noci con semi di papavero nella sfoglia, radicchio e speck, e carciofi. Mantengono la cottura e non si sfaldano nemmeno se spadellati.

Info

DeLact prodotti senza lattosio

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La scoperta di un’intolleranza alimentare costituisce un disagio e coniugare gusto e salute pare essere a volte impossibile. Dopo anni di prove, tentativi e adeguamenti, Biancolatm realtà barese della caseificazione, ha fornito una risposta alle esigenze di tanti, creando una linea di latticini e formaggi freschi, studiati per chi deve eliminare il lattosio dalla propria alimentazione quotidiana. Ci spiega Alessandra Sansanelli, responsabile marketing comunicazione dell’azienda: “Abbiamo deciso di creare la linea DeLact nel 2009 e oggi realizziamo 13 prelibatezze senza lattosio”. Una linea molto ampia che comprende mozzarelle di diversi formati e grammature, ricotta, burrata e burratina, stracciatella, scamorza e scamorzone (bianchi e affumicati), burro e formaggio fresco, insomma, un paradiso in terra per gli intolleranti al lattosio.

I prodotti sono delattosati, ovvero lavorati in modo da risultare idonei anche per l’organismo degli intolleranti. Nel processo produttivo, al latte viene aggiunto l’enzima (lattasi), che nel corpo scompone il lattosio, e lo  rende rendendolo metabolizzabile. A garantire l’idoneità di questi prodotti per gli intolleranti al lattosio sono i controlli interni ed esterni all’azienda, che ha ottenuto l’autorizzazione del Ministero della Salute a produrre la linea DeLact e a fregiarla della dicitura “senza lattosio”. Oltre a un contenuto di lattosio inferiore allo 0,1%, tutte le referenze DeLact vantano una quantità di calorie dimezzata rispetto al prodotto convenzionale e sono ideali anche per coloro che devono tenere sotto controllo il colesterolo e prediligere prodotti dal ridotto contenuto calorico.

Info

Alilab: la salute vien mangiando

Come imprenditrice, consapevole del ruolo che ricoprono gli alimenti nell’alimentazione quotidiana di un celiaco, Jenny Moretti è costantemente al lavoro per migliorare gusto e qualità delle proposte Alilab. Ci dice: “Attualmente in campo artigianale e industriale le proposte davvero sane sono poche ed è importante non cadere nella trappola delle logiche di mercato, che fanno fare ai produttori continui compromessi”.

Fin dall’anno di apertura (2011) Jenny Moretti ha iniziato un percorso formativo per capire come realizzare un alimento sano al 100%,  utilizzando materie di prima qualità e lavorando con farine in purezza, di cui molte sono biologiche. I punti distintivi di questa linea sono diversi, a partire da un’etichetta semplice da leggere che dichiara l’assenza di additivi o conservanti, di emulsionante e dolcificanti artificiali. Aggiunge la Titolare: “Evito di proporre surrogati. Le mie ricette sono esclusive, studiate in anni di esperienza nel settore gastronomico. Ho lavorato per i migliori chef Italiani e studiato le vecchie tecniche e le innovazioni tecnologiche più moderne in fatto di produzione alimentare”.

L’immagine è stata creata per rappresentare al meglio il concetto di prodotti sani e nutrienti, raffinati e moderni. Ogni giorno vengono proposti prodotti freschi di panetteria e pasticceria, tradizionali e non, senza glutine, lattosio, uova e lievito, a seconda delle esigenze. Acquistabili online.

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