Aproteici, un mercato presidiato dalla farmacia

I prodotti aproteici costituiscono una piccola nicchia nel comparto dietetico e per la farmacia rappresentano un giro d’affari veramente minimo: secondo la rilevazione effettuata da New Line per Mangiaregiusto.it parliamo infatti di 1.600 euro l’anno in media per farmacia, con una flessione del 4,2% nel numero di confezioni vendute nel periodo aprile 2011-marzo 2012.

“Il comparto – sostiene Elena Folpini, responsabile della divisione ricerche di mercato New Line – si compone di quattro segmenti che coprono circa il 90% del totale: pasta, sostituti del pane, pane e dolci a cui vanno aggiunti, con quote minori, bevande, farine e altri alimenti. La flessione a volume è generalizzata nei vari segmenti e nel caso dei sostitutivi del pane e dei dolci si accompagna ad una riduzione del giro d’affari già peraltro esiguo. Il mercato è presidiato da Dieterba che con il brand Aproten detiene il 78% del mercato a valore. Seguono Nove Alpi, con un 6,7% che registra però un ottimo trend di crescita, quindi Nutricia, 6,4%, in netta flessione, Piam Farmaceutici, Giuliani, Dmf (Dietetic Metablic Food), mentre i follower non raggiungono il punto percentuale di quota”.

Nel ranking dei prodotti la leadership di Dieterba appare ancora più evidente, con il brand Aproten che copre fino alla 27esima posizione, fatta eccezione di due bevande Milco di Piam Farmaceutici.

La  riduzione dell’assunzione di proteine è indicata nel caso di alcune particolari patologie quali l’insufficienza renale cronica o la malattia di Parkinson, specie a fronte di una scarsa risposta ad altre metodologie di intervento. Nel primo caso la riduzione di proteine assunte consente di evitare un eccessivo affaticamento dei reni, contribuendo quindi a limitare i rischi di degenerazione della malattia.  Nei pazienti affetti da malattia di Parkinson ridurre le proteine è invece importante in caso di terapie a base di levodopa: l’efficacia della terapia è infatti strettamente legata all’alimentazione e, in particolare, alle proteine assunte.

La farmacia che sceglie di presidiare il reparto alimentare non può non prevedere l’offerta di prodotti aproteici, ma deve argomentare la proposta con momenti informativi, distribuzione di materiale illustrativo in collaborazione con le aziende, dedicando risorse specifiche al comparto all’interno di un piano di sviluppo del reparto food.

Un aiuto importante può arrivare anche dai fornitori. Alcuni grossisti supportano le farmacie con consegne in tempi rapidissimi, in modo tale che il paziente possa ordinare su internet i prodotti desiderati per poi passare a ritirarli direttamente in farmacia, una volta ricevuta comunicazione della disponibilità.

 

Mercato Aproteici
periodo analizzato: aprile 2011 – marzo 2012
Panel New Line – Totale Italia
euro pubbl +/- % quota %
TOTALE APROTEICI  1.600 -0,5  100,0
PASTA  601 +0,3  37,6
CRACKERS, GRISSINI E FETTE BISCOTTATE  289 -2,7  18,1
PANE  275 +0,6  17,2
BISCOTTI, DOLCI E MERENDINE  260 -2,7  16,3
BEVANDE  103 +1,4  6,4
FARINE  42 +2,3  2,6
ALTRI ALIMENTI  30 +5,0  1,9