Gluten Free: un mercato di nicchia in ottima salute

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Nel corso del Gluten Free Expo 2015 sono stati presentati alcuni dati del Glutenfree Outlook – Osservatorio nazionale sul comparto alimentare senza glutine , uno studio condotto per conto della manifestazione da GRS Ricerca e Strategia, che fotografa un comparto dinamico, la cui solidità è testimoniata da un livello occupazionale stabile e dalla facilità dell’accesso al credito.

All’indagine hanno aderito 206 aziende del settore, la maggior parte delle quali ascrivibile alla filiera produttiva alimentare, piuttosto che al comparto dei servizi. Ben due aziende su tre hanno dichiarato di non limitare la loro produzione esclusivamente al gluten-free, mentre riguardo la provenienza geografica si nota come le regioni più rappresentate siano al nord (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte). Fra gli intervistati si riscontra una netta prevalenza delle realtà imprenditoriali medio-piccole, sia considerando il numero di dipendenti, che il livello di fatturato. Il campione intervistato sembra riflettere un comparto che gode di buona salute. L’80% si dichiara infatti soddisfatto dell’andamento dell’azienda, oltre il 60% riconosce un trend positivo nel fatturato e un generale andamento positivo del mercato di riferimento. Addirittura i tre quarti degli addetti ai lavori non denunciano grosse criticità nell’accesso al credito.

Poco export, ma per il futuro si guarda a Germania, Regno Unito e Usa

L’indice di internazionalità sembra essere piuttosto contenuto, in quanto l’export non sembra contare molto rispetto al mercato italiano per la maggior parte delle aziende. I mercati di sbocco prediletti sono comunque quelli contigui europei, o al più quelli americani. Il quadro è confermato anche dal fatto che è piuttosto raro trovare aziende che siano attive su più di 10 mercati. Non sorprende dunque di trovare l’Italia sul podio dei mercati di riferimento del comparto, insieme a Francia e Germania; quest’ultima si dimostra una prospettiva solida anche per il futuro, congiuntamente a una più decisa ascesa dei mercati statunitensi e del Regno Unito.

La distribuzione moderna non soddisfa le aziende e per la comunicazione si punta ai social

Tutti i canali di vendita proposti, tranne i super/ipermercati, vengono giudicati positivamente dagli operatori, mentre l’integrazione dei social media nel marketing mix aziendale e la presenza a fiere di settore vengono segnalate come le opportunità più proficue da seguire. All’interno del settore le condizioni occupazionali sembrano riflettere un generale ottimismo: il 98% delle aziende ha riscontrato una variazione nulla o positiva del personale, merito evidentemente anche dell’influenza dei provvedimenti governativi (Jobs Act) sulle politiche di assunzione; allo stesso modo ci si aspetta che nel prossimo esercizio gli organici rimangano stabili o crescano in numero. Infine, nel tentativo di riscontrare le maggiori criticità per il comparto in esame, gli elementi che sono emersi con più decisione sono: la burocrazia, il costo della forza lavoro, delle eventuali controversie giudiziarie e dell’acquisto dei fattori produttivi, insieme all’abbassamento dei prezzi di mercato in seguito agli effetti concorrenziali. La sostanziale stabilità del mercato, sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta, è certificata dal generale basso livello di investimenti in ricerca&sviluppo delle aziende gluten-free.