I celiaci si confrontano sul web

Sono quasi 20.000 i messaggi online che citano il mondo del “gluten free” nel periodo marzo 2011 – febbraio 2012. Questo il dato che risulta da una rilevazione condotta da Nielsen BuzzMetrics , la divisione di Nielsen che si occupa della rilevazione delle attività di comunicazione online e in particolare del “buzz”, cioè le conversazioni “spontanee” che gli utenti di internet intrattengono sui vari argomenti all’interno di forum, blog, social network.

Nel caso specifico la rete viene scelta per scambiare esperienze e consigli, soprattutto su forum e blog (Fig. 1).

Molto rilevanti anche i gruppi di discussione, una tipologia di fonte oggi, in generale, meno utilizzata rispetto a qualche anno fa, ma che conserva una centralità su questo specifico tema. celiachia@yahoogroups.com è il più frequentato: gli interessati fanno community e discutono pubblicamente di questa malattia.

Share of voice: luoghi delle discussioni

Buzz senza glutine - Nielsen Buzzmetrics

  Fonte: Nielsen Online, Marzo 2011 – Febbraio 2012


Dove e di cosa si parla

Essere celiaci non è solo una questione di cibo. L’alimentazione è certamente l’elemento cruciale, ma le discussioni sulla celiachia affrontano molteplici aspetti della vita.

Vi sono forum di condivisione di ricette e impasti (cucinainsimpatia.net, cookaround.com), quelli nei quali  il focus si concentra sulle complicazioni che la celiachia può provocare in gravidanza (alfemminile.com) e quelli in cui le mamme discutono dell‘impatto sulla vita quotidiana dei loro bambini (forum.noimamme.it).

Tra i blog, molto attivi quelli dedicati alla cucina, come cucina.ilbloggatore.com e pazziedolciesalate.com, e il verticale laceliachia.com: quest’ultimo, oltre a rispondere dettagliatamente alle domande più comuni degli utenti, fornisce informazioni relative a esami, farmaci e alberghi attenti alle necessità dei celiaci.

Twitter si fa strada nel mondo gluten free: link per ricette, segnalazioni di articoli/eventi sulla malattia e del trendy check-in al Gluten Free Bar dell’aeroporto di Ada, in Michigan.

In rete emerge la frustrazione relativa alla difficoltà di riconoscere con tempismo la malattia: sono infatti necessari molti esami prima di una diagnosi accurata ed è aperto il dibattito sulla copertura del servizio sanitario nazionale e sulla possibile riduzione delle esenzioni per i celiaci, essendo particolarmente elevato il prezzo di cibi gluten free.

Importanti anche gli eventi che presentano prodotti e servizi dedicati ai celiaci, come l’Eurochocolate di Perugia o la Maratona di Roma, solo per citarne un paio.

Il canale di riferimento per gli acquisti dei prodotti gluten free è la farmacia, dove è possibile utilizzare i buoni dedicati ai celiaci: dai messaggi emergono commenti positivi in relazione all’ampia scelta di prodotti (“la farmacia dove vado io è fornitissima, ha un piano che è praticamente un supermercato per i celiaci”), ma anche il risentimento per i prezzi elevati (“il problema dei prezzi dei prodotti in farmacia […] è il fatto che essendo mutuabili, se ne approfittano e alzano i prezzi”).

Aumentano i messaggi quando si parla di supermercati/ipermercati, dove il prezzo dei prodotti è più accessibile. In particolare, l’insegna più citata è Coop (apprezzata per assortimento e convenienza), seguita da Auchan, Carrefour ed Esselunga.

Meno discussi i negozi specializzati, dove è possibile prenotare prodotti particolari o difficilmente reperibili, e internet che permette di ridurre sensibilmente i prezzi.

La vita dei celiaci necessita di attenzione particolare e la rete diventa un valido alleato: i malati condividono ansie ed esperienze e le numerose ricette gluten free aiutano nell’arduo compito di nutrirsi senza far del male al proprio corpo.