La farmacia nel mercato del senza glutine

Nonostante la possibilità di acquistare prodotti senza glutine nei punti vendita della Gdo spendendo il buono Asl riservato ai celiaci, la farmacia conserva un ruolo di tutto rispetto nella distribuzione di alimenti gluten free. E’ il dato che è emerso dal recente convegno Food in farmacia organizzato a Milano dal web magazine Mangiaregiusto.it, che periodicamente fotografa la situazione di mercato e le dinamiche distributive dei diversi canali che si occupano di alimenti per regimi dietetici specifici.

Per quanto riguarda il senza glutine, nonostante i prezzi possano essere a volte penalizzanti rispetto a quelli di altri canali, la farmacia è infatti in grado di rispondere a esigenze specifiche del consumatore che la Gdo non è in grado di soddisfare, dalla possibilità di “frazionare” la spendibilità dei buoni, all’informazione nutrizionale o sui prodotti, fino alla capacità di definire un assortimento taylor made o procurare referenze non presenti a scaffale.

E’ chiaro che un servizio così accurato richiede un minimo di giro d’affari che consenta di raggiungere una massa critica soddisfacente per la farmacia. Non è un caso, infatti, che ci siano farmacie che sono diventate nel tempo dei veri e propri punti di riferimento per i consumatori celiaci, sia per la gamma proposta che per il servizio, fatto anche di giornate informative, eventi con degustazione di prodotti, momenti dedicati alla diagnostica.

Che il mercato dei prodotti senza glutine in farmacia sia molto concentrato lo confermano i dati presentati da Ims Health al convegno di Mangiaregiusto.it. Il 20% dei punti vendita realizza infatti quasi il 90% del sell out.

Complessivamente parliamo di un giro d’affari di 153,5 milioni di euro nel canale farma, che include farmacie, parafarmacie e corner salute della Gdo, con una leggera flessione nell’anno mobile terminante a luglio 2013, ma complessivamente in crescita rispetto agli ultimi due anni. La tendenza è analoga a volumi, con un andamento tendenzialmente flat.

La quota più rilevante delle vendite nel canale riguarda il pane, con quasi 13 milioni di pezzi venduti nell’ultimo anno, seguito dalla pasta, da biscotti e crackers, dalle farine e da altri prodotti.

Per quanto riguarda i player, il brand più venduto è Schar, leader di mercato in tutti i canali, che nel farma detiene una market share del 46 per cento, seguito da Heinz e Giuliani. Ma molti operatori, stanno presidiando la farmacia con un’offerta estremamente qualificata, come Rarifarm, Molino di Ferro, Eurospital, Bioalimenta.

Da un’indagine condotta da Mangiaregiusto.it in collaborazione con il Centro Studi Retail Salute emerge come i farmacisti che si sono specializzati nel settore siano soddisfatti del lavoro che stanno svolgendo, ma alla ricerca di una maggiore collaborazione con le aziende per far provare i prodotti, organizzare eventi in farmacia, fare informazione al consumatore. E smentiscono un dato che i consumatori tendono a dare per scontato: non è vero che la farmacia sia in assoluto più cara di altri punti vendita. I prezzi del canale possono essere più elevati sui brand più noti, ma la farmacia è in grado di inserire in assortimento brand meno conosciuti che lavorano molto sulla qualità, sia dal punto di vista organolettico che nutrizionale. Sta al consumatore leggere con attenzione le etichette e, solo dopo aver verificato la composizione degli ingredienti, fare una valutazione sul prezzo.

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