Quando il latte non fa bene

Nino Rota e Federico Fellini oggi dovrebbero trovare un’alternativa all’ipnotico jingle “Bevete più latte” inserito nel film Boccaccio 70. Il claim “il latte fa bene”, infatti, oggi non è più così condivisibile. Sono molti gli studi secondo i quali per gli adulti il consumo di latte è assolutamente controindicato. Per contro, altri sostengono esattamente il contrario e considerano il latte un alimento fondamentale – in particolare per le donne – per il corretto apporto di calcio. Non è questo il contesto per entrare nel merito degli aspetti medico scientifici della questione sui soggetti sani. È un dato di fatto, però, che è in forte aumento il numero di persone che limitano o eliminano il consumo di lattosio come scelta alimentare o perché allergici o intolleranti.

Secondo una ricerca condotta da Nielsen sul Consumer Panel (9.000 famiglie e 25.000 individui) a oggi in Italia 4,2 milioni di consumatori hanno disagi legati al lattosio: per 2,8 milioni si tratta di semplici problemi di digestione, mentre 1,1 milioni sono intolleranti e 305mila allergici.

Chiaramente, a seconda del tipo di disagio cambiano anche le abitudini di consumo e la rigidità delle limitazioni alimentari. In caso di intolleranza, infatti, il 17% degli individui elimina dalla propria dieta tutti i prodotti contenenti lattosio, il 18% sceglie prodotti a basso contenuto di lattosio e un 50% si autocontrolla ma senza rinunciare a qualche eccezione. Per i soggetti allergici, invece, le limitazioni sono più rigorose. La percentuali di coloro che eliminano completamente gli alimenti a base i lattosio dalla propria alimentazione sale al 45% mentre un 20% preferisce prodotti a basso contenuto di lattosio.

Le aziende si stanno interessando a questo target di consumatori ma, a parte alcune specifiche categorie di prodotto, come per esempio le referenze a base di latte di soia, l’offerta risulta ancora piuttosto limitata. O almeno questo è il vissuto dei consumatori che vorrebbero avere la possibilità di scegliere nell’ambito di un assortimento più ampio. In particolare, secondo la ricerca Nielsen, i consumatori vorrebbero che fossero i produttori di latte e latticini a proporre linee di referenze specifiche per intolleranti al lattosio. Sul punto vendita i consumatori vorrebbero trovare uno spazio dedicato e una maggiore presenza di prodotti a marchio del distributore.

C’è quindi ancora spazio per crescere, sia per le industrie che per i retailer. Sarà nostra cura monitorare attentamente il settore anche perché, a differenza del senza glutine dove i prodotti idonei all’alimentazione dei soggetti celiaci sono facilmente identificabili ed elencati in un apposito prontuario realizzato da AIC, i prodotti privi di lattosio non hanno riconoscimenti “ufficiali” e non vengono quindi adeguatamente promossi.